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Cronaca Lampedusa e Linosa

La maxi rissa all'hotspot di Lampedusa è scoppiata per rivalità fra sudanesi: polizia, mediatori culturali e Cri hanno scongiurato tragedie

Un diciottenne, a causa del grave trauma cranico, è stato trasferito con elisoccorso del 118 al "San Giovanni di Dio". Determinante, per placare gli animi, è il vice questore aggiunto Francesco Sammartino che si è avvicinato al tafferuglio ed ha cercato il dialogo

Agguerrite rivalità e riverberi della guerra che è in corso in Sudan. Questi i motivi che hanno fatto scoppiare, all'alba, la maxi rissa, con un centinaio di coinvolti, all'interno dell'hotspot di Lampedusa. A fare chiarezza, dopo che è stata riportata la calma all'interno della struttura e che sono stati soccorsi i feriti e i contusi, è stata la polizia: gli agenti che sono in servizio in contrada Imbriacola. 

A scontrarsi sono stati i sudanesi del Sud e quelli del Nord, fra cui diversi minorenni. Il caos si è innescato, non ci sarebbero dubbi al riguardo, a causa della guerra che è in corso nella loro patria. C'erano più tunisini vicino ai gruppi che hanno dato vita al tafferuglio, ma si sono subito allontanati.

La polizia, fra i tanti problemi che quotidianamente deve gestire tanto all'interno della struttura quanto all'esterno, s'è trovata dunque a dover dirimere le rivalità sudanesi. A frapporsi fisicamente sono stati i poliziotti in borghese, assieme ai mediatori culturali e ad alcuni operatori della Croce Rossa. 

Hotspot di Lampedusa, scoppia la rissa fra tunisini e sudanesi minorenni: almeno una quindicina i feriti

Rissa fra migranti minorenni all'hotspot di Lampedusa

Fra i circa 15 contusi, tutti già controllati e medicati all'infermeria dell'hotspot, dai medici della Croce Rossa italiana, tre i rissanti feriti in maniera un po' più seria, ma nessuno è in gravi condizioni. 

E' stato trasferito, con elisoccorso del 118, il diciottenne sudanese che è risultato essere ferito in maniera seria dopo la maxi rissa che è scoppiata, all'alba, all'hotspot di Lampedusa. Il giovane dall'infermeria della struttura di primissima accoglienza è stato prima portato al Poliambulatorio e poi, a causa del trauma cranico con ferita lacero-contusa, è stato spostato all'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Non è comunque in pericolo di vita. 

Determinante, per placare gli animi dei rissanti: circa 100 migranti coinvolti, è stato il funzionario della Questura che è, al momento, in servizio all'hotspot: il vice questore aggiunto Francesco Sammartino che si è avvicinato al tafferuglio ed ha cercato il dialogo. Seppur "armati" di grossi sassi e spranghe di ferro, i sudanesi coinvolti, molti dei quali minorenni, si sono fermati alla vista del poliziotto che, con l'ausilio di Ignazio Schintu, direttore operazioni emergenze e soccorsi della Croce Rossa italiana, è riuscito a riportare la calma fra le due diverse fazioni: sudanesi del Nord e del Sud. "Ho fatto schierare i colleghi a distanza di sicurezza, lontani dalla sassaiola che ha colpito in testa o sul corpo alcuni ospiti dell'hotspot, non coinvolti nella rissa, poi ho cercato e trovato il dialogo - racconta il vice questore Sammartino - . I minori non accompagnati del Nord Sudan sono stati accusati di mancare di rispetto ai connazionali del Sud, questo ha fatto scoppiare la rissa". 

I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento, con a capo il questore Emanuele Ricifari, stanno visionando, ed esaminando, i filmati della videosorveglianza dell'hotspot. E' scontato che le persone che hanno dato vita alla maxi rissa verranno denunciate, d'ufficio, alla Procura della Repubblica di Agrigento. Per le lesioni personali, i migranti potranno procedere, se vorranno, a querela di parte.  

(Aggiornato alle ore 15,20)

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