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I tunisini che stazionano sul sagrato della chiesa Madre

I tunisini che stazionano sul sagrato della chiesa Madre

Temono il rimpatrio, tunisini si fanno cucire le labbra con ago e filo

Da due giorni stazionano sulle gradinate della chiesa Madre, stamani un giovane è stato colto da un improvviso malore

Sono una cinquantina i migranti che da due giorni stazionano sulle gradinate della chiesa Madre di Lampedusa. Rifiutano il cibo e l’acqua e, stamani, una decina di loro si sono fatti cucire, da altri connazionali, le labbra con ago e filo.

Un giovane tunisino, sempre durante la mattinata, all’improvviso, è stato colto da malore. E’ stato soccorso e, con un’autoambulanza, portato al Poliambulatorio. E’ stato dimesso dopo un paio d’ore circa. Avrebbe avuto, a quanto pare, un calo di zuccheri. Non è stato però semplice aiutarlo perché il giovane tunisino, inizialmente, non voleva essere avvicinato. I soccorritori hanno dovuto, perfino, richiedere l’intervento della polizia che, in assetto antisommossa e a distanza, da quando è divampata l’ennesima protesta vigilano sull’ordine pubblico.

I migranti vogliono lasciare l'hotspot di contrada Imbriacola, chiedono di essere trasferiti. Ma hanno il timore di venire rimpatriati. A prendersi cura di loro sono il parroco della chiesa Madre e il suo vice. 

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