Un ponte da 130 metri Cala Salina? MareAmico presenta esposto

Claudio Lombardo: "Lampedusa è vincolata da un piano paesaggistico giustamente restrittivo che non prevede e non può tollerare un’opera che comporta un tale impatto visivo che andrebbe a modificare definitivamente il paesaggio"

Immagine fornita da MareAmico

Anche MareAmico dice "no". Dopo l'appello di Legambiente Sicilia, MareAmico ha presentato un esposto per accertare eventuali irregolarità. 

"A Lampedusa intendono realizzare, all’interno dello specchio acqueo, un ponte per collegare Porto vecchio con Porto nuovo, in un’area sottoposta a numerosi vincoli di tipo paesaggistico, ambientale ed anche archeologico - scrive Claudio Lombardo, responsabile di MareAmico - . Tale viadotto, lungo più di 130 metri, verrebbe sostenuto da piloni che dal fondo marino si ergono per reggere un ponte, proprio di fronte un’area di interesse archeologico: Cala Salina.
Lampedusa è vincolata da un piano paesaggistico giustamente restrittivo che non prevede e non può tollerare un’opera che comporta un tale impatto visivo che andrebbe a modificare definitivamente il paesaggio. MareAmico si oppone alla realizzazione di tale progetto e ha presentato - conclude Lombardo - un esposto alle autorità competenti, al fine di accertare eventuali irregolarità".

"L'intervento su Cala Salina - dice all'Ansa il sindaco Totò Martello - era stato previsto già nel 2015 nell'ordinanza 39 del Cipe, durante la precedente amministrazione".

Nicolini smentisce Martello 

"L’orribile viadotto autostradale su piloni in calcestruzzo che intenderebbe realizzare l’attuale amministrazione comunale di Lampedusa, deturpando il porto naturale e la linea di costa, è una vera e propria offesa alla bellezza dei luoghi e al buon senso. Quel viadotto sarebbe inoltre un vero sberleffo al regime vincolistico esistente e, sottolineo, non ha nulla a che vedere con il progetto inserito nel Piano di interventi - Programma operativo per l’isola di Lampedusa (delibera CIPE n. 39/2015), piano che, infatti, l’attuale amministrazione ha prima modificato e poi completamente stravolto. L’intervento che la mia amministrazione - ha scritto l'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini - aveva previsto riguardava la riqualificazione funzionale, ambientale e paesaggistica per la fruizione del fronte mare (porto nuovo-porto vecchio) nell’ambito del sistema “Urban-way/ Green way” tra la Guitgia e Cala Francese. Si trattava, cioè, di realizzare un percorso pedonale e ciclabile che, partendo dalla Guitgia arrivava alle vecchie cave di pietra di Cala Francese, attraversando il Porto Nuovo e il Porto Vecchio. Nel tratto di cesura tra Cala Salina e la zona Castello si prevedeva la realizzazione di una semplice passerella di legno sull’acqua. L’intervento prevedeva anche la realizzazione di una piazza nell’area attualmente occupata dalle rotonde, il recupero del sentiero che risate attraverso l’area archeologica, la creazione di un sistema di giardini al fine di riqualificare aree attualmente degradate e poco valorizzate come, per esempio, il fronte mare di Piazza Castello o le aree circostanti la Porta d’Europa. Per dare ancor meglio l’idea di quello che prevedeva lo studio preliminare di fattibilità, si allega la planimetria dell’area urbana di intervento, dalla quale si evince con nettezza l’assenza di qualunque viadotto e si aggiunge che il costo complessivo preventivato era di Euro 1.950.000. Non si tratta soltanto di due progetti esattamente agli antipodi, ma anche di due visioni completamente diverse della cura e della valorizzazione della bellezza dell’isola nonché  del suo futuro. 

waterfront urbano-2

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