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Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini

Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini

Processo alla "cricca di Lampedusa", il sindaco: "Al Comune una banda di criminali"

Giusi Nicolini è stata ascoltata al processo che ipotizza un giro di tangenti e non solo che sarebbe stato gestito dal suo predecessore Bernardino De Rubeis

“Ho trovato una situazione inimmaginabile in nessun contesto al mondo, prima di me ha operato un’organizzazione criminale che ha fatto un danno irrisarcibile”. Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, “tuona” al processo alla cosiddetta “cricca” che sarebbe stata capeggiata proprio dal suo predecessore Bernardino De Rubeis e da alcuni professionisti messi in posti strategici degli uffici e in particolare l’ingegnere Giuseppe Gabriele, all’epoca dei fatti – dal 2008 al 2011 – dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, e l’architetto Gioacchino Giancone, consulente dello Sportello delle attività produttive.

Gli imputati, in tutto, sono venticinque. Nella lista anche imprenditori e altri presunti corruttori. "Sono arrivata - ha aggiunto - e ho trovato l’ufficio tecnico chiuso con i lucchetti. Ho dovuto scassinarlo con un fabbro. La situazione era semplicemente assurda. Oltre ad esserci strade in dissesto e cantieri incompiuti mi sono accorta che numerose opere pubbliche erano state eseguite senza alcun tipo di autorizzazione".

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