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Domenica, 29 Maggio 2022
La pandemia / Lampedusa e Linosa

Lampedusa, arriva la pillola anti-Coronavirus: ecco di cosa si tratta

L'agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha chiarito che la pillola è indicata per il trattamento del Covid negli adulti che non hanno  bisogno di ossigenoterapia supplementare e che hanno maggiori probabilità di sviluppare la malattia in forma grave

Non solo vaccini e screening itineranti a Palermo e provincia. Medicina di prossimità è anche prescrizione e consegna di farmaci antivirali ai pazienti Covid più a rischio complicanze, con annesso monitoraggio continuo. Nei giorni scorsi una prima scatola di Lagevrio, nome commerciale della pillola anti-Coronavirus Molnupiravir, è arrivata a Lampedusa, per la  somministrazione del medicinale al primo paziente dell'isola. A portarla a destinazione, il medico Usca Pietro Yuri Di Paola che, ieri mattina, ha preso appositamente un volo per Lampedusa, ricadente nel distretto sanitario di Palermo. Sono ormai decine gli utenti di Palermo e provincia che hanno contratto il Covid, ai quali è stato prescritto direttamente l'antivirale dalle Usca della struttura commissariale locale per la gestione dell'emergenza sanitaria. Le somministrazioni sono iniziate il 13 febbraio con la prescrizione al primo paziente palermitano ritenuto in target, ovvero con i requisiti minimi necessari ai fini dell'utilizzo del medicinale. 

Dopo due anni dall'inizio della pandemia il Covid è arrivato anche a Linosa: tre contagiati

L'agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha chiarito che la pillola è indicata per il trattamento del Covid negli adulti che non hanno  bisogno di ossigenoterapia supplementare e che hanno maggiori probabilità di sviluppare la malattia in forma grave. "La  particolarità di questo servizio, nel distretto sanitario di Palermo, è che le Usca curano ogni singolo momento della presa in carico, a  cominciare dalla prescrizione dell'antivirale al paziente - spiega il commissario Covid della città metropolitana di Palermo, Renato Costa -. Qui i medici Usca seguono l'utente dall'esito positivo del test, valutano le probabilità di insorgenza di complicanze e sono loro stessi a decidere se il paziente ha i requisiti per la somministrazione del medicinale, quindi lo prescrivono, glielo consegnano e avviano un monitoraggio telefonico giornaliero. E' un sistema - conclude - che non solo rientra a pieno titolo nella nostra idea di medicina di prossimità ma ha anche il vantaggio di ridurre al minimo i tempi di assistenza, il che è cruciale, trattandosi di un medicinale che va somministrato entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi".

(fonte: Adnkronos) 

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