"Venga creato un ospedale e basta immigrati a Lampedusa", il Consiglio si farà

Dopo la mobilitazione degli isolani è arrivato un primo risultato: "Se l'Assise approverà i due punti, la battaglia passerà a Roma"

Migranti all'interno dell'hotspot (foto ARCHIVIO)

Il consiglio comunale si farà. E' stato calendarizzato per mercoledì. "Adesso ci servirà l'appoggio di tutte le forze politiche per cambiare la nostra isola. Chi appoggerà i nostri punti saraà nostro alleato - scrive il lampedusano Giacomo Sferlazzo - . Se il Consiglio approverà i due punti la battaglia passerà a Roma. Il Consiglio è solo l'inizio!". 

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La seduta straordinaria e urgente, sottoscritta da più di 250 cittadini, è stata invocata per due punti: fare in modo che, anche a Lampedusa, si riesca a garantire i livelli essenziali di assistenza e la chiusura dell'hotspot "sottraendo l'isola alle strumentalizzazioni, ai ricatti e alla complicità col commercio di carne umana". 

"Chiediamo che il consiglio comunale si esprima riguardo a due fondamentali punti emersi in questi giorni di mobilitazione popolare e che scaturiscono da anni di contraddizioni e sofferenza del tessuto sociale delle Isole Pelagie" - è stato scritto nella richiesta - . Il primo punto è "l'impegno a realizzare un ospedale a Lampedusa e a fare in modo che sul territorio delle Pelagie venga garantito l'effettivo rispetto dei livelli essenziali di assistenza, in linea con l'articolo 32 della Costituzione e con le normative vigenti. A tal proposito chiediamo che venga letto e discusso il documento del 'Comitato di Lampedusa
per la salute pubblica e ambientale', già precedentemente presentato al Consiglio, non esaminato nello specifico ma rispetto al quale il sindaco dichiarava - è stato scritto nell'istanza - di essere disponibile a convocare un Consiglio segnatamente rivolto ad esaminarne e a discuterne il contenuto".

Il secondo punto per il quale è stato chiesto il Consiglio riguarda "l'esigenza di segnare una forte discontinuità nell'utilizzo e nell'abuso del territorio di Lampedusa e della sua comunità all'interno della governance delle migrazioni così come verificatosi da trent'anni a questa parte: chiudere l'hotspot e impedire il transito dei migranti sull'isola, sottraendo così - l'istanza è esplicita - l'isola alle strumentalizzazioni ai ricatti e alla complicità col commercio di carne umana". "Crediamo sia arrivato il momento di ragionare in una prospettiva più ampia e di smarcarci dalle continue pressioni provocate dalle continue emergenze create ad arte e a cui l'isola viene sottoposta da anni quali veri e propri strumenti di alienazione della sovranità popolare - è stato spiegato nella richiesta - . Crediamo che di fronte ad una mobilitazione della comunità, animata da palese e chiara dimostrazione di volontà di confronto, di interlocuzione e di dialogo, l'istituzione comunale non possa sottrarsi al dovere di farsi trovare pronta ad incarnare la sua ragion d'essere".

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