"Ma perché li dovete portare qua?" Open Arms contestata sul molo di Lampedusa

E' "scontro" sulle condizioni di salute dei migranti: per lo staff Cisom ci sarebbero diversi casi di scabbia ma anche di cistite emorragica e altre patologie. Per i medici del Poliambulatorio gli evacuati "stanno bene"

Un momento dell'evacuazione medica della scorsa notte

Per 134 migranti, quelli rimasti sulla Open Arms che è a poche centinaia di metri dalla costa di Lampedusa, sarà la sedicesima notte in mare da quando sono stati soccorsi dalla nave della Ong spagnola. Lampedusa - specchio dell'Italia - s'è ormai spaccata e l'atmosfera, anche per chi è "abituato" ad avere a che fare con i migranti e le molteplici emergenze correlate, s'è fatta incandescente. Un gruppo di isolani, qualche ora fa, ha contestato - sul molo - il fondatore e il direttore di Open Arms, rispettivamente Oscar Camps e Riccardo Gatti: "Perché li dovete portare qua? Siete voi che li volete portar per forza qua, per forza. Faccio navigazione, non mi fermo per 20 giorni. Ma state scherzando?". "Questi prendono 5 mila euro al mese - ha detto, urlando, un altro isolano - e fanno traffico di schiavi. Non sono persone che scappano dalla guerra, non è gente che muore di fame. Prendono 5 mila euro al mese, io ho visto le buste paga, e poi dicono che lo fanno per umanità" - ha aggiunto il lampedusano - . Lo scontro è proseguito, sempre sul molo, anche con un modenese che 5 mesi l'anno vive a Lampedusa.

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Qualcuno, cercando di analizzare quello che sta accadendo a Lampedusa: da sempre terra di frontiera e d'accoglienza, parla, e neanche tanto sommessamente, di "Salvinite": gli strascichi della politica del ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Non è razzismo però - s'affrettano a chiarire - . Non siamo mai stati un popolo di razzisti! Ma siamo stanchi di essere al centro delle cronache internazionali per il ripetersi di questi salvataggi delle Ong. E' un problema che va risolto. Non è questo il modo di affrontare il fenomeno dell'immigrazione. Non si possono tenere in ostaggio, per tutti questi giorni, le persone". "Ci stanno mettendo tutti gli uni contro gli altri e di Lampedusa s'è tornato a parlare in malo modo" - aggiunge un altro isolano - .

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E' scontro sulle condizioni dei migranti sbarcati

Paradossale - forse anche emblematico - quanto è avvenuto oggi. Per  lo staff Cisom (il Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta ndr.), salito a bordo della Open Arms, tra i 147 naufraghi (95, uomini, 21 donne e 31 minori) ci sarebbero diversi casi di scabbia ma anche di cistite emorragica e altre patologie. "Venti migranti hanno la scabbia con sovra infezione batterica e pustole" e a "bordo non è presente permetrina per il trattamento della parossistosi". "Numerosi - sostiene lo staff Cisom - sono i casi di cistite semplice ed emorragica resistente al trattamento antibiotico che scarseggia". Cisom segnala anche "un uomo con artrite settica del ginocchio sviluppata dopo la rimozione di sei colpi di pistola in Libia, una donna con ustioni da carburante e un uomo con ferite da arma da fuoco ma entrambi in remissione". E ancora: "una donna soffre di crisi epilettiche, ma è trattata ed è stabile" e un uomo una "cisti pilonidale infetta". "Diversi migranti - si legge, secondo quanto riporta l'Ansa, nella relazione - presentano infezioni della cute verosimilmente di origine stafilococcica". E anche Emergency segnala che "le condizioni psicofisiche di adulti e minori sono critiche e la loro sicurezza è a rischio". "Devono essere sbarcati con massima urgenza per emergenza umanitaria", rincara Emergency.ong.

L'evacuazione di 13 migranti della Open Arms, il medico: "Nessuna emergenza, stavano bene"

"Dei 13 naufraghi fatti sbarcare dalla Open Arms solo uno aveva una otite, gli altri non avevano alcuna patologia come abbiamo accertato in banchina. Infatti, sono stati tutti condotti nell'hotspot" - ha detto il responsabile del Poliambulatorio dell'isola, Francesco Cascio, che non si trova nell'isola ma è sempre in stretto contatto con il suo staff - . "C'è qualcosa che non funziona - osserva Cascio - perché solo uno aveva i sintomi segnalati, mentre gli altri stavano bene: eppure dalla relazione dello staff Cisom risulta che a bordo ci sarebbero persone con diverse patologie".

 

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Nominati i tutori per i minori

"La procura dei minori di Palermo ha nominato i tutori per tutti i minori che sono a bordo della nostra nave". Lo ha scritto su Twitter l'Open Arms sottolineando che si tratta di "un passo importante": ora tutti "devono sbarcare il prima possibile". Intanto, il garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma, dopo una telefonata con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha inviato una lettera al ministro dell'Interno Matteo Salvini che definisce, dopo la visita del medico di Lampedusa ai 13 migranti oggetto di evacuazione medica, "balle l'emergenza medica su Open Arms". "Siamo davanti all'ennesima presa in giro della ong spagnola che per giorni ha girovagato nel Mediterraneo al solo scopo di raccogliere più persone possibili per portarle sempre e solo in Italia - aggiunge il vice premier - . Queste Ong fanno solo battaglia politica sulla pelle degli immigrati e contro il nostro paese. Ma io non mollo".

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Il ricorso del Viminale al Consiglio di Stato 

Il Viminale ha dato mandato all'Avvocatura dello Stato di presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro l'ordinanza del Tar che ha sospeso il divieto d'ingresso nelle acque territoriali italiane per la Open Arms. Il ricorso dovrà avere il via libera da palazzo Chigi e al momento, secondo quanto si apprende, non è ancora arrivato a palazzo Spada.

La lettera del garante delle persone private della libertà

Nella lettera il Garante esprime "forte preoccupazione per la perdurante situazione di privazione de facto della libertà delle persone a bordo della nave e per l'impatto che tale situazione ha sui diritti fondamentali delle persone soccorse, sul loro precario equilibrio psico-fisico, certificato anche da una équipe medica di 'Emergency', sul concretizzarsi di una condizione di 'trattamento inumano o degradante', vietato in modo inderogabile dall'articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani". Il presidente Palma sottolinea che la mancata designazione di un luogo dove sbarcare, così concludendo l'operazione di soccorso avviata più di quindici giorni fa, non ha soltanto effetti gravi nei confronti delle persone, ma espone anche il Paese al rischio di censure sul piano internazionale per il non adempimento di obblighi sottoscritti e ratificati in trattati e convenzioni di cui l'Italia è parte". Il Garante nazionale torna a lanciare "un appello alle autorità responsabili del Paese perché possa concludersi nel modo meno rischioso per i singoli e per le istituzioni quanto tuttora si verifica nelle acque di fronte a Lampedusa". 

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