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(foto ARCHIVIO)

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"Non incassano lo stipendio da mesi", netturbini di nuovo sul piede di guerra

Non hanno riscosso le mensilità di aprile e maggio, mentre sta già maturando quella di giugno. E non hanno ancora percepito due mensilità dell’anno passato, così come è in scadenza anche la quattordicesima

Non hanno incassato le mensilità di aprile e maggio, mentre sta già maturando quella di giugno. E non hanno ancora percepito due mensilità dell’anno passato, così come è in scadenza anche la quattordicesima. A proclamare lo stato d’agitazione dei netturbini di Lampedusa, dichiarando appunto la volontà di sciopero, ieri, è stato il segretario territoriale della UilT: Giovanni Manganella. La comunicazione è stata, naturalmente, data al prefetto di Agrigento Dario Caputo, alla commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e poi, all’Iseda, alla Sea e alla Seap e al Comune di Lampedusa e Linosa.

“La segreteria territoriale proclama lo stato di agitazione di tutto il personale delle società e preannuncia l’intenzione di indire lo sciopero – ha scritto Giovanni Manganella - . Chiediamo formalmente l’attivazione della procedura di raffreddamento”. Di fatto, è stata chiesta l’apertura – in Prefettura, ad Agrigento, di un tavolo di concertazione e raffreddamento per cercare di trovare una soluzione ed evitare, o scongiurare in extremis, di arrivare ad uno sciopero. Braccia incrociate, da parte degli operatori ecologici in servizio al cantiere di Lampedusa, che non potrebbero far altro che danneggiare l’isola dove sono già presenti migliaia di turisti.

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