Cronaca

Caos rifiuti a Lampedusa: netturbini ancora senza stipendio

L’Unione sindacale di base contesta il provvedimento di sospensiva, definito “anomalo ed illegale” da parte delle aziende del gruppo Iseda.

Cumuli di rifiuti a Lampedusa

Non si ferma la protesta degli operatori ecologici di Lampedusa, senza stipendio da quattro mesi. L’Unione sindacale di base contesta il provvedimento di sospensiva, definito “anomalo ed illegale” da parte delle aziende del gruppo Iseda. “Nel diffidare le aziende a promuovere azioni persecutorie nei confronti dei dipendenti, - si legge in una nota del sindacato - si avverte sin da ora le stesse che sarà promossa una azione legale di rivalsa finalizzata al ripristino della giusta tutela degli operatori in questione”.

“Non sfugge – prosegue il sindacato - che ritardi nel pagamento degli stipendi perpetrati nel tempo, che ultimamente hanno raggiunto nello specifico il numero di quattro mesi di arretrati, hanno prodotto ai lavoratori ed alle loro famiglie, disagi fino a spingersi a vere e proprie crisi economiche. La legge intima il pagamento delle retribuzioni ad attività lavorative effettuate, se questo non avviene o si pongono in essere pretese di svolgere attività lavorative senza retribuzione, a parere nostro potrebbe e sembrerebbe realizzarsi un’attività di estorsione, che siamo pronti a combattere a tutti i livelli financo quelle giudiziarie”.

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