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Sabato, 20 Aprile 2024
Immigrazione / Lampedusa e Linosa

"Violate regole delle ong": la nave Louise Michel in stato di fermo a Lampedusa

Secondo le autorità italiane non sarebbe stato rispettato il decreto in materia di salvataggi, la denuncia degli attivisti: "Ci impediscono di lasciare il porto e prestare soccorsi in mare"

Le autorità italiane hanno disposto il fermo della nave Louise Michel, dell'omonima ong, finanziata dall'artista Banksy, contestando delle violazioni del nuovo decreto. A riferirlo sono gli stessi attivisti, aggiungendo che non è stata data alcuna spiegazione ufficiale: "Ci impediscono di lasciare il porto e prestare soccorsi in mare".

Prima di arrivare a Lampedusa, ieri, la nave aveva soccorso alcuni barchini nel Mediterraneo e i salvataggi erano stati effettuati anche da Capitaneria e Guardia di finanza a bordo di alcune motovedette.

La nave doveva andare a Trapani. Dopo il primo intervento di soccorso in acque Sar le era stato infatti stato assegnato il porto di Trapani per lo sbarco dei migranti tratti in salvo. L'equipaggio - violando le disposizioni del nuovo decreto del governo sulle Ong - ha invece continuato ad effettuare altri soccorsi. 

Casarini (Mediterranea): "Stop Louise Michel assurdità"

"Con la situazione che c'è in mare, trattenere una nave di soccorso in porto mentre donne, uomini e bambini rischiano di morire, è una cosa assurda: qui non si tratta di slogan, ma di vite umane che si possono e si devono salvare". Lo dice al'ANSA Luca Casarini, capomissione di Mediterranea Saving Humans, facendo riferimento al tweet della stessa ong che rilancia il messaggio in rete lanciato dalla nave Louise Michel, sbarcata a Lampedusa dopo tre operazioni di soccorso.

"24 ore fa le autorità Italiane hanno comunicato alla #LouiseMichel che la nave, dopo aver soccorso e sbarcato 180 persone, era bloccata - viene detto -. Nessun atto formale e motivato è stato ancora notificato.  Al largo di #Lampedusa ci sono diverse barche in pericolo che chiedono aiuto". 

La ricostruzione della Guardia costiera: "Ecco perchè è scattato il sequestro"

"Dopo aver effettuato il primo intervento di soccorso in acque libiche, la nave Louise Michel contravveniva all'impartita disposizione di raggiungere il porto di Trapani, dirigendosi invece verso altri tre barconi sui quali, peraltro, sotto il coordinamento dell'Imrcc (Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo), stavano già dirigendo in soccorso i mezzi della Guardia Costiera italiana. È questo il motivo che, ai sensi del cosiddetti decreto ong, ha portato al fermo della nave Louise Michel da parte dell'autorità marittima di Lampedusa". Lo riferisce in una nota la Guardia Costiera. (AGI)

"L’autorità marittima di Lampedusa - prosegue la nota - nella giornata odierna, ha provveduto al fermo della nave Ong Louise Michel. L’unità era giunta ieri nel porto dell’isola con a bordo 178 migranti, soccorsi su 4 diverse imbarcazioni (il primo evento avvenuto in aera SAR libica, i successivi 3 in area SAR maltese). Il provvedimento è stato emesso a seguito degli accertamenti effettuati da IMRCC Roma - autorità coordinatrice dei soccorsi - in base al DL 1/2023, convertito nella legge 15/2023 e recante “disposizioni urgenti in materia di transito e sosta nelle acque territoriali delle navi non governative impegnate nelle operazioni di soccorso in mare”. L’unità, nello specifico, dopo aver effettuato il primo intervento di soccorso in acque libiche, contravveniva all’impartita disposizione di raggiungere il porto di Trapani, dirigendo invece su altre 3 unità di migranti sulle quali, peraltro, sotto il coordinamento di IMRCC Roma, stavano già dirigendo in soccorso i mezzi della Guardia Costiera italiana".

"Le disposizioni impartite alla nave Ong, valutate le sue piccole dimensioni - si legge ancora nel comunicato - erano altresì tese a evitare che la stessa prendesse a bordo un numero di persone tale da pregiudicare sia la sua sicurezza che quella delle imbarcazioni di migranti a cui avrebbe prestato soccorso. La non osservanza delle disposizioni, inoltre, ha rallentato il raggiungimento di un porto di sbarco per i migranti salvati nel primo intervento, inizialmente individuato in quello di Trapani dal ministero dell'Interno, inducendo così a ridisegnare la decisione in modo da far convergere l’arrivo della Ong, per motivi di sicurezza e di urgenza, nel porto di Lampedusa, già peraltro sollecitato dai numerosi arrivi di migranti di questi ultimi giorni. A tale comportamento che già di per sé complicava il delicato lavoro di coordinamento dei soccorsi, si sommavano le continue chiamate dei mezzi aerei Ong che hanno sovraccaricato i sistemi di comunicazione del centro nazionale di coordinamento dei soccorsi, sovrapponendosi e duplicando le segnalazioni dei già presenti assetti aerei dello Stato". 

(Aggiornato alle 17)

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