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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

La nave "Diciotti" ancora senza un porto, la Procura apre un'inchiesta

L'ufficio diretto da Luigi Patronaggio, "nel rigoroso rispetto della propria giurisdizione", vuole accertare l'identità degli scafisti e "le condizioni dei sopravvissuti"

"La Procura della Repubblica di Agrigento, nel rigoroso ambito della propria giurisdizione e competenza, ha avviato una indagine volta a conoscere il tentativo di ingresso di 190 immigrati extracomunitari avvenuto al largo dell’isola di Lampedusa, tratti in salvo dalla motonave “Diciotti” e ad oggi ancora ospitati sulla medesima motonave della Guardia Costiera".

L'ufficio inquirente diretto da Luigi Patronaggio fa sapere formalmente, attraverso una nota stampa, di volerci vedere chiaro sull'ennesimo braccio di ferro legato all'immigrazione clandestina in Italia. 

"L'indagine, affidata alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle e alla Squadra Mobile di Agrigento, - si legge sempre nella nota della Procura - oltre ad individuare scafisti e soggetti dediti al favoreggiamento della immigrazione clandestina, tende altresì a conoscere le condizioni dei 177 migranti superstiti a bordo dell'unità navale militare".

I migranti agli investigatori: "Abbandonati dai maltesi"

La Procura sta indagando anche sulle testimonianze trasmesse dalla polizia giudiziaria, riguardanti l'intervento di soccorso. "Avete sbagliato rotta, la direzione per l'Italia è un'altra". Questo avrebbero detto i soccorritori presentatisi come 'maltesi', il 14 agosto ai 190 migranti a bordo di un barcone intercettato in acque Sar della Valletta, successivamente salvati da una nave della Guardia costiera: a raccontarlo, otto dei 13 migranti evacuati dalla Diciotti perche' bisognosi di cure mediche, ascoltati ieri mattina nel Centro di accoglienza straordinaria di Villa Sicania, a Siculiana, in qualità di "persone informate sui fatti".

Secondo fonti investigative, gli otto - quasi tutti eritrei - avrebbero spiegato a polizia e Guardia costiera di essere stati avvicinati, dopo circa un giorno e mezzo dalla partenza dalle coste libiche, "da un'imbarcazione di notevoli dimensioni e da due gommoni", i cui occupanti avrebbero riferito di essere maltesi. Ai migranti questi sedicenti maltesi avrebbero fornito cibo, bevande e giubbotti di salvataggio salvo informarli - sempre secondo le testimonianze raccolte - che non li avrebbero condotti a Malta, avendo "sbagliato rotta": dopo aver appreso che i migranti non avevano dispositivi di navigazione satellitare, gli equipaggi dei soccorritori avrebbero lasciato intendere ai migranti che sarebbero stati 'scortati' verso Lampedusa. In realta', come sostenuto dalla Guardia costiera - versione, questa, negata da Malta - nel corso della navigazione, anche a causa delle pessime condizioni meteomarine, il barcone ha cominciato ad imbarcare acqua: circa 24 ore dopo il primo 'contatto', l'imbarcazione maltese si sarebbe allontanata abbandonando i migranti e lasciando la responsabilita' del salvataggio - effettivamente avvenuto due ore piu' tardi - alla Guardia costiera italiana.

L'intervento di soccorso sarebbe stato condotto da un'imbarcazione di "notevoli dimensioni" e da due gommoni, i cui occupanti hanno detto di essere maltesi e hanno informato i migranti che non li avrebbero portati a Malta, ma avrebbero indicato loro la rotta per l'Italia. Quando poi si sono resi conto che i migranti non avevano dispositivi di navigazione satellitare, hanno fatto capire loro che li avrebbero 'scortati' verso Lampedusa. Sempre secondo quanto si apprende, durante la navigazione l'imbarcazione su cui viaggiavano ha imbarcato acqua, complice anche le cattive condizioni meteorologiche. A quel punto sarebbero stati abbandonati e sono stati recuperati da nave Diciotti circa due ore dopo. 

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