Sabato, 13 Luglio 2024
Procura apre inchiesta / Lampedusa e Linosa

Quattro naufragi in poche ore: recuperati due cadaveri, 3 in ospedale, 17 dispersi e salvati 165 migranti

Sono 19, fra cui i gruppi di naufraghi, gli approdi sulla più grande delle isole Pelagie, con complessivi 801 persone, a partire dalla mezzanotte

Ore 21,20. Un altro barchino, ed è il quarto della giornata, è affondato nelle acque antistanti a Lampedusa. I 47 migranti, fra cui 6 donne e un minore, alla vista nave Open Arms hanno iniziato a sbracciarsi e ad agitarsi, facendo capovolgere il natante e facendoli finire tutti in acqua. Tutti sono stati soccorsi dai volontari della Open Arms che li ha sbarcati al molo commerciale. Una donna incinta di 6 mesi, un 27enne con frattura al piede e un neonato di 8 mesi, accompagnato dalla madre, sono stati portati al Poliambulatorio subito dopo lo sbarco. 

Ore 17,32. Terzo barchino naufragato, nel giro di poche ore, nelle acque antistanti a Lampedusa. Trentasei i migranti tratti in salvo, fra cui 8 donne e 3 minori, dai militari della motovedetta V1300 della Guardia di finanza. Recuperato anche il cadavere di una donna, pare di una ventiseienne. Tanto i sopravvissuti, quanto la salma della giovane, sono stati già sbarcati a molo Favarolo. La bara è stata portata al cimitero di Cala Pisana dove le bare salgono a sette. 

La barca di 7 metri sulla quale viaggiavano i 37 migranti, originari di Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea, Mali e Sud Sudan, aveva già imbarcato acqua quando alla vista della motovedetta della Guardia di finanza, alcuni degli extracomunitari si sono alzati in piedi per cercare, sbracciandosi, di chiedere aiuto. Ed è in quell'esatto istante che il natante di metallo di 7 metri si è ribaltato ed ha fatto finire tutti in acqua. Una donna, dovrebbe avere circa 26 anni, è annegata. Le ricostruzioni sono state fatte grazie ai racconti degli stessi naufraghi che hanno riferito anche d'essere salpati alle 5 di domenica da Sfax, in Tunisia e d'aver pagato alcuni 600 euro e altri 800 mila Cfa francesi.

Ore 17,20. Altri 41 migranti, fra cui 7 donne e due minori, sono stati soccorsi nelle acque antistanti a Lampedusa dalla motovedetta della Guardia di finanza. E' stato il sedicesimo sbarco con un totale di 669 persone, a partire da mezzanotte, per la più grande delle isole Pelagie. Il gruppo, composto da persone originarie di Burkina Faso, Costa d'Avorio, Congo, Guinea, Mali, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Sud Sudan, ha riferito di essere salpato da Sfax in Tunisia alle ore 6 di domenica e d'aver pagato 1.500/2000 dinari tunisini. 

Ore 16,32. La Procura di Agrigento, con il reggente Salvatore Vella, ha aperto un'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte quale conseguenza di altro reato dopo che è stato sbarcato a molo Favarolo di Lampedusa il cadavere di un giovane migrante. Quaranta le persone che sono state salvate, durante la notte, in area Sar italiana, dal peschereccio tunisino "Mohamed Amine" che ha recuperato anche il cadavere. Vi sarebbero circa 14 dispersi nel naufragio e sono ancora in corso le ricerche. I sopravvissuti verranno ascoltati dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento che cercheranno di ricostruire cosa sia effettivamente accaduto e perché il barchino si è ribaltato ed è colato a picco. 

Ore 15,40. Altri 126 migranti, su tre diverse imbarcazioni, sono stati soccorsi dalle motovedette BSO120 della Guardia di finanza e Cp327 della Guardia costiera nelle acque antistanti a Lampedusa che da ieri è tornata ad essere sotto assedio. All'hotspot di contrada Imbriacola, nonostante il trasferimento di 180 ospiti con il traghetto di linea che giungerà in serata a Porto Empedocle, ci sono al momento 1.512 persone a fronte dei poco meno 400 posti disponibili. Sulla tredicesima imbarcazione c'erano 46 (16 donne e 10 minori)  persone originarie di Camerun, Costa d'Avorio, Guinea, Mali, Sudan. Sulla quattordicesima erano invece erano in 43 (2 donne e 2 minori) delle stesse nazionalità e sull'ultima c'erano 37 persone sedicenti in fuga da Burkina Faso, Costa d'Avorio, Gambia e Senegal.  

Ore 15,20. Altri 204 migranti, a bordo di 5 diverse imbarcazioni, sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto e sono stati sbarcati a Lampedusa. Salgono a 12, fra cui i due gruppi di naufraghi, gli approdi sulla più grande delle isole Pelagie, con complessivi 502 persone, a partire dalla mezzanotte.  Sugli ultimi natanti soccorsi c'erano 41 persone (7 donne e 5 minori), 39 (6 donne e 1 minore), 38 (9 minori), 43 (6 donne e 1 minore), 43 (8 donne) originarie di Costa d'Avorio, Burkina Faso, Congo, Gambia, Nigeria, Niger, Guinea, Liberia, Mali, Sierra Leone, Sudan. 

Ore 14,30. Un secondo barchino, con a bordo 45 persone, è affondato al largo di Lampedusa. Quarantadue i migranti, fra cui 5 donne e 3 minori, che sono stati soccorsi dalla Guardia costiera. Non sono stati recuperati cadaveri in questa circostanza, ma vi sarebbero - stando alle dichiarazioni dei naufraghi - tre dispersi, tutti uomini adulti. Il gruppo ha riferito di essere salpato alle ore 22 di sabato scorso, un'ora dopo rispetto al primo natante naufragato e di cui sono stati raccolti 40 migranti e un cadavere, da Sfax in Tunisia.  I sopravvissuti hanno riferito di essere originari di Benin, Camerun, Congo, Guinea, Mali, Sierra Leone e Sud Sudan. 

Ore 14. E' stato un peschereccio tunisino, il "Mohamed Amine", a soccorrere, prima dell'arrivo della Cp319 i 40 migranti che sono finiti in acqua, in zona Sar italiana, dopo che la loro barca in metallo si è ribaltata ed è immediatamente affondata. Recuperato anche il cadavere di un giovane che è stato portato alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana dove le bare, di migranti morti a seguito di naufragio, sono salite a sei. Secondo quanto emerge dai racconti dei sopravvissuti, alla partenza da Sfax su quel barchino in metallo di 7 metri c'erano 55 persone. All'appello quindi mancherebbero, stando alle dichiarazioni dei naufraghi, 14 persone. Le ricerche, da parte delle motovedette delle Fiamme gialle e della Guardia costiera, vanno avanti.

Ore 9. Un barchino di 7 metri è affondato in area Sar italiana. Un peschereccio, durante la notte, ha salvato 34 migranti e recuperato il cadavere di un uomo. Il gruppo di sopravvissuti e la salma del giovane morto annegato è stato poi trasbordato sulla motovedetta Cp319 della Guardia costiera che ha portato tutti a molo Favarolo di Lampedusa. 

Sono in corso, al momento, nell'area Sar italiana dove si è verificato l'ennesimo naufragio, le ricerche di eventuali naufraghi  dispersi. A scandagliare le acque sono le motovedette di Capitaneria di porto e Guardia di finanza. Non è chiaro, non al momento, se e quanti, ne manchino all'appello. I sopravvissuti sono 26 uomini, 8 donne e 6 minori. La barca di metallo di 7 metri era partita, stando alle ricostruzioni degli stessi superstiti, alle ore 21 di sabato da Sfax in Tunisia. I migranti, originari di Burkina Faso, Camerun, Costa d'Avorio, Guinea, Isole Comore e Sudan, hanno raccontato d'aver pagato dalle 500 alle 600 euro per il viaggio e che sul natante c'erano 10 taniche, da 20 litri ciascuna, di carburante.

Sarebbero circa 20 i migranti che mancherebbero all'appello dopo il naufragio in acque Sar italiane. A riferirlo, subito dopo il trasbordo sulla motovedetta Cp319 della Guardia costiera, sono stati i compagni di viaggio sopravvissuti. La Capitaneria di porto sta coordinando le ricerche dei dispersi. I sopravvissuti, nelle prossime ore, verranno sentiti anche dalla Squadra Mobile che è in pianta stabile all'hotspot di Lampedusa.   

Ore 8,30. Trentasette migranti, fra cui 3 donne, sono stati trovati, dai militari della tenenza della Guardia di finanza, a Cala Galera a Lampedusa. L'imbarcazione utilizzata per la traversata, che a detta dei migranti è salpata da Sfax in Tunisia, al momento non è stata ancora ritrovata. Il gruppo è composto da persone originarie di Costa d'Avorio, Guinea, Liberia, Mali, Nigeria, Senegal e Togo. Anche loro sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola. 

Ore 7,30. Ben 640, distribuiti su 17 imbarcazioni,  i migranti sbarcati ieri a Lampedusa che s'è all'improvviso ritrovata sotto assedio. E altri 179 soccorsi, da dopo la mezzanotte, mentre viaggiavano su quattro carrette. Le motovedette di Capitaneria di porto e Guardia di finanza faticano a raccogliere tutti gli Sos e ad agganciare i tanti barchini che vengono segnalati in area Sar o nelle acque antistanti alla più grande delle isole Pelagie. La raffica di sbarchi, iniziata nella tarda mattinata di ieri, si sta registrando dopo quattro giorni di stop dovuti alle cattive condizioni del mare. 

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Tutti i migranti sbarcati sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola dove, all'alba, c'erano 1.094 ospiti, a fronte dei poco meno 400 posti disponibili. Ieri mattina, nella struttura di primissima accoglienza, erano presenti 315 persone. 

Sui 21 barchini, salpati da Sfax in Tunisia, soltanto uno è partito da Chebba, c'erano gruppi da 35 a 47 persone originarie di Costa d'Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Mali, Senegal, Sierra Leone, Nigeria, Burkina Faso, ma anche Sudan. "Negli ultimi giorni ci sarebbero tra le 10mila e le 20mila persone in fuga dal conflitto nella regione sudanese del Darfur per cercare rifugio nel vicino Ciad", secondo quanto ha spiegato l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Vi sarebbero "milioni di persone in fuga nella regione" del Sudan dopo il conflitto scoppiato. 

Nei gruppi giunti, nelle ultime ore a Lampedusa, anche tante donne e bambini che sono stati imbarcati su natanti in metallo di 6 o 7 metri, quelli che sono stati ritenuti, dalla Procura di Agrigento, "bare galleggianti" perché si ribaltano immediatamente a causa della scarsa galleggiabilità. 

  

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