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Il Museo della Fiducia

Il Museo della Fiducia

I reperti del naufragio del 3 ottobre esposti al Museo di Lampedusa

In mostra fotografie, lettere, documenti e gli oggetti personali delle 368 vittime della tragedia. Ci sarà anche un tour virtuale di Medici senza frontiere

Dal 7 luglio i reperti del naufragio del 3 ottobre 2013 verranno esposti nel Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo di Lampedusa. Fotografie, lettere, documenti, gli oggetti personali delle 368 vittime della tragedia che per la prima volta ha mostrato al mondo "la forma della morte nel mare" saranno in mostra accanto al Caravaggio arrivato dagli Uffizi, alle opere del Bardo di Tunisi e degli altri musei che hanno scelto di essere a Lampedusa.

I reperti sono stati affidati al Comune di Lampedusa ed al Comitato 3 ottobre dalla Corte d'Appello di Palermo. "Il museo ora è completo - afferma Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa - . I reperti del 3 ottobre aiuteranno l'esercizio di memoria attraverso l'arte che abbiamo voluto mettere in moto e che in questi giorni in cui in Italia il razzismo uccide, si rivela ancor più necessario".

I reperti del 3 ottobre assieme ai disegni di Adal delle torture subite in Eritrea, agli oggetti personali delle vittime del naufragio raccontato nel film "Fuocoammare", ai disegni di Sherazade la bimba siriana del campo di Idomeni, esposti nel museo sono strumenti per rilanciare la necessità di proteggere le persone e non i confini e rilanciare l'esigenza di canali di accesso sicuro all'Europa per fermare la strage nel Mediterraneo.

Il 7 luglio al Museo di Lampedusa arriva un altro strumento per prendere coscienza della realtà delle persone in fuga: la #Milionidipassi Experience, il tour virtuale di Medici Senza Frontiere che grazie a speciali visori a 360 gradi consentirà agli utenti di vivere, oltre che conoscere, i drammatici viaggi terra-mare dalla Siria verso Grecia e Balcani o le inumane condizioni di vita nei campi profughi africani, per rilanciare l’appello che sia garantito il diritto di tutti ad avere salva la vita.


“Vogliamo immergere le persone comuni nella vita di chi fugge, di chi ha rischiato la vita di suo figlio su un barcone perché era l’unico modo per dargli un futuro, di chi ha intrapreso viaggi disperati perché semplicemente non aveva altra scelta" ha detto Valentina Mazzeo, operatrice umanitaria che ha lavorato a bordo della nave di Msf Bourbon Argos e sarà presente a Lampedusa. "Ci auguriamo che chiunque sentirà sulla propria pelle quell’esperienza guarderà queste persone con nuova umanità e ci aiuterà nella nostra richiesta di vie legali e sicure, e condizioni dignitose di accoglienza, per tutte le persone in fuga".

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