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Martedì, 28 Maggio 2024
La guardia costiera monitora / Lampedusa e Linosa

Da giorni intrappolati sugli scogli, elicottero recupera 34 migranti: molti trasportati in ospedale

A bloccare tutto finora sono state le avverse condizioni meteo che hanno sferzato l'isola in queste ultime 48 ore.

Rimasti bloccati sugli scogli per oltre 48 ore a causa del maltempo, maxi lavoro da parte dei soccorritori per portare in salvo i migranti che si trovano a Capo Ponente, a Lampedusa.

Ore 15:06. Sono terminate le operazioni di recupero dei 34 migranti, fra cui 6 donne, che per 36 ore erano rimasti bloccati sulla scogliera di Capo Ponente a Lampedusa dove venerdì scorso, dopo aver impattato contro gli scogli, il barchino sul quale viaggiavano si è inabissato. Tre le donne portate al Poliambulatorio, ma nessuna è in gravi condizioni. A recuperare il gruppo è stato il soccorso alpino e speleologico siciliano con l'82esimo Csar dell'Aeronautica militare e i vigili del fuoco "VF 145" in servizio al reparto Volo di Catania. Tanto i tecnici del Sass e dell'Aeronautica, quanto i vigili del fuoco, si sono calati col verricello e hanno imbarcato tutti i 34 migranti che, poco per volta, sono stati portati all'aeroporto di Lampedusa. A coordinare le operazioni di salvataggio è stata la Questura di Agrigento, con un funzionario presente sul posto: il vice questore Cesare Castelli. Trentuno dei migranti, dopo un primo triage sanitario, sono stati già accompagnati all'hotspot di contrada Imbriacola. Lo stesso posto che raggiungeranno le tre donne non appena dimesse dal pronto soccorso. 
Lo sforzo dei soccorritori è stato grande perché sull'isola ha continuato a soffiare forte vento di maestrale. "Grande giorno!", "Soddisfazioni senza prezzo" - ripetono poliziotti e soccorritori che sono riusciti, dopo le difficoltà della Guardia costiera che con è riuscita ad avvicinarsi all'insenatura a causa del mare forza 5, a portare tutti i naufraghi in salvo.

I migranti hanno dichiarato di essere originari di Burkina Faso, Camerun, Costa d'Avorio, Guinea, Mali, Nigeria e d'essere partiti da Sfax giovedì notte.

Ore 13.53. Salgono a 12, sei donne e altrettanti uomini, i migranti portati in salvo. Delle sei donne (la Guardia costiera durante le ore di monitoraggio aveva parlato solo di uomini sulla scogliera), tre sono in stato di gravidanza. Tutte e tre, assieme alla compagna di viaggio svenuta, sono state trasferite al Pte.

Ore 13: 41. Sono 6 donne le prime ad essere state recuperate dal gruppo di migranti, dovrebbero essere in totale 34 (e non 20 quanti ne aveva contati la Guardia costiera), che da venerdì sera sono bloccati sulla scogliera di Capo Ponente a Lampedusa. Tutte sono già atterrate all'aeroporto di Lampedusa: una, svenuta, è stata già portata al pronto soccorso con ambulanza. Una seconda giovane, all'ottavo mese di gravidanza, sta per essere trasferita sempre al Poliambulatorio perché dice di non sentire più il feto. A coordinare le operazioni di salvataggio, del Saf vigili del fuoco di Catania e degli specialisti del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, è la Questura di Agrigento che facilita anche i trasferimenti verso il presidio territoriale di emergenza dell'isola.

Trenta migranti salvati dopo 48 ore all'addiaccio: le immagini delle operazioni

Ore 13.10. Sono iniziate le operazioni di recupero dei venti migranti che da venerdì sera sono bloccati, dopo che il barchino sul quale viaggiavano s'è scagliato contro gli scogli, sulla scogliera di Capo Ponente. Gli specialisti del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, giunti da Trapani, e i vigili del fuoco del Saf di Catania dopo un sopralluogo, fatto con gli elicotteri dall'alto, e un breafing con il funzionario della polizia, il vice questore Cesare Castelli, all'aeroporto di Lampedusa, sono entrati in azione. 
Due soccorritori si calano dall'alto con i verricelli e contano di imbracare e sollevare quattro, sei persone per volta. I migranti soccorsi verranno portati all'aerostazione, dove sono già presenti le ambulanze della Croce Rossa, dove verranno rifocillati e sottoposti a triage sanitario. Quelli che stanno bene verranno portati all'hotspot di contrada Imbriacola, chi sta male verrà invece trasferito al Poliambulatorio. Le operazioni di salvataggio, che sono coordinate dalla Questura di Agrigento, verranno effettuate in volo.

Ore 10.10. E' via terra che si cercherà di recuperare i 20 migranti rimasti bloccati, da venerdì sera, sulla scogliera di Cala Ponente a Lampedusa. Le previsioni meteo, per oggi, non lasciano presagire che il mare forza 5 calerà.

La Guardia costiera, dopo più tentativi di avvicinarsi alla scogliera, ha rinunciato a causa delle condizioni proibitive del mare. Il coordinamento del recupero e salvataggio dei nordafricani viene assunto dalla Questura di Agrigento quale autorità di pubblica sicurezza che ha già attivato i vigili del fuoco e il corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico che sta arrivando sull'isola, in elicottero, da Trapani. I soccorritori si imbracheranno e si caleranno dalla rupe, alta almeno 140 metri, per cercare di portare in salvo il gruppetto di nordafricani che, intanto, grazie ai vigili del fuoco e alla Croce Rossa continuano ad essere riforniti di cibo, acqua, vestiti e coperte termiche.

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Le forti raffiche di Maestrale e il mare in tempesta, per tutta la giornata di ieri, hanno impedito alle motovedette della Guardia costiera di avvicinarsi all'insenatura per portarli in salvo. Impossibile, perché il vento ha raggiunto anche 30 nodi, far intervenire un elicottero.

Le motovedette della Capitaneria di porto, già dalla tarda serata di venerdì e per tutta la giornata di ieri, sono rimaste nelle acque antistanti all'insenatura per monitorare il gruppo di migranti, tutti adulti, ai quali sono stati forniti viveri, bottigliette d'acqua e coperte termiche.   

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(aggiornato alle 15.06)

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