Cronaca

"Carola Rackete, ti devono violentare sti neg...", 25enne a giudizio per istigazione a delinquere

Il giovane, in occasione dell'arresto della comandante di Sea Watch, che poi fu del tutto prosciolta, le augurò di essere violentata etichettandola come "crucca" con insulti indicibili a sfondo sessista. Contestata l'aggravante della finalità di odio etnico, nazionale e razziale

La notte dell'arresto di Carola Rackete FOTO ANSA

Rinviato a giudizio con l'accusa di istigazione a delinquere. "Ciao crucca, spero ti violentino sti neg...".E poi ancora una serie di indicibili insulti di natura sessista con cui le augurava di essere violentata "a quattro a quattro" e tanto altro ancora con pesantissime e volgari allusioni razziste.

Così un venticinquenne, la notte dell'arresto di Carola Rackete, all'alba del 29 giugno del 2019, al porto di Lampedusa, avrebbe atteso che la comandante tedesca della Sea Watch arrivasse sulla banchina, dove fu arrestata con le accuse di resistenza e violenza a nave da guerra e resistenza a pubblico ufficiale, per aggredirla verbalmente gridandole addossi gli insulti.

Il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto il rinvio a giudizio di Mariano Lombardino, pizzaiolo lampedusano, denunciato dai carabinieri che compilarono una relazione di servizio dopo avere sentito le sue frasi durante le concitate operazioni che portarono all'arresto della comandante tedesca che, peraltro, nelle scorse settimane, è stata prosciolta dal gip dall'accusa di avere forzato il posto di blocco della Finanza speronando una motovedetta  per portare in salvo i migranti.

Mentre il mondo intero si divideva fra favorevoli e contrari allo sbarco dei 53 migranti a Lampedusa, Lombardino avrebbe atteso in piena notte il suo arrivo per augurarle, gridando, di essere violentata dagli stessi facendo allusioni esplicite e volgari dal contenuto irripetibile.

La Procura, concluse le indagini e sentiti anche altri testimoni che assistettero alla scena, ha chiesto il rinvio a giudizio contestando l'istigazione a delinquere con l'aggravante della finalità di odio etnico, nazionale e razziale.

Il gup ha accolto la richiesta di mandarlo a processo: la prima udienza del dibattimento, davanti al giudice monocratico Giuseppe Miceli, è stata fissata per il 10 novembre. 

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