"L'ho afferrata per riportarla a galla ma mi è sfuggita": superstite racconta come ha cercato di salvare una neonata

Su 13 vittime del naufragio davanti a Lampedusa sono solo 5 le persone identificate. Fra i 17 dispersi, fra cui anche due adolescenti e due bambini, vi sarebbe anche lo scafista: non è stato trovato fra i 22 sopravvissuti

Le bare con i nau

Non riesce a darsi pace. C'era riuscito a salvare una neonata di 8 mesi, l'aveva afferrata e stava risalendo verso la superficie. Un altro immigrato, durante il caos in acqua, disperatamente, cercando di non affondare, s'è aggrappato alle gambe del diciannovenne tunisino. Un movimento repentino, inatteso, che ha fatto perdere la presa della piccina. Wissen, il diciannovenne tunisino, non riesce a darsi pace. Piangendo e ancora sotto choc ha raccontato - al procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella e ai poliziotti della Squadra Mobile - questi retroscena dei momenti immediatamente successivi al naufragio. 

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Il drammatico racconto 

"Quando il barchino è affondato anche Wissen è andato giù. Mentre risaliva verso la superficie ha afferrato un piccolino che era a bordo della barca e che stava annegando - ricostruiscono investigatori e inquirenti - . Lo ha preso per portarlo su e salvarlo. Improvvisamente, un altro migrante che stava affondando si è disperatamente aggrappato alle sue gambe per tentare di salvarsi. Wissem ha dovuto lasciare il bimbo per un attimo, si è slacciato i pantaloni, l'altro migrante è  andato a fondo. Wissen si è salvato, ma non ha più trovato il piccolino". 

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Lo scafista è annegato

Le audizioni dei sopravvissuti al naufragio, verificatosi nella notte fra domenica e ieri a circa 6 miglia da Lampedusa, vanno ancora avanti. Fra difficoltà di comprensione, dovute alla lingua, e stato di choc dei migranti che vengono ascoltati servono almeno 4 ore a testa. Stando a quanto emerge, lo scafista - chi ha guidato il barchino dalla Libia verso la Tunisia e poi verso la Sicilia - non sarebbe fra i sopravvissuti. Dovrebbe trattarsi di un tunisino, ma non è stato riconosciuto, dagli stessi migranti che erano sull'imbarcazione, dai superstiti. 

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Quattro minori fra i dispersi 

Sono tredici le salme recuperate, tutte di donne. Almeno altre 15 persone sarebbero disperse. Fra questi anche 4 minori e non 8 come era apparso nei primi, concitati, momenti. A fare chiarezza sono, appunto, i racconti dei sopravvissuti. All'appello mancherebbero il piccolo di 8 mesi che viaggiava con la mamma, un altro bimbo di 2 anni e due ragazze adolescenti. Secondo il racconto di chi era a bordo, dalla Tunisia sarebbero partiti in 52: 38 subsahariani provenienti da Costa d’Avorio, Guinea e Camerun saliti sul barcone in Libia. Imbarcati a Sfax, in Tunisia, invece altri 14 tunisini. Stando ai racconti, all'appello mancherebbero dunque 17 migranti e tra loro, secondo quanto avrebbero accertato gli inquirenti, ci sarebbe anche lo scafista. Il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella e gli uomini della Squadra Mobile stanno continuando a sentire i sopravvissuti per ricostruire ulteriormente la dinamica del naufragio e, soprattutto, di individuare in Tunisia e Libia gli eventuali complici di chi ha organizzato la traversata. Agli atti dell'indagine ci sono anche le immagini girate dai migranti a bordo del barcone prima che avvenisse la tragedia: foto e video dai quali emergerebbe che al momento della partenza le condizioni del mare erano buone.

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Identificate solo 5 vittime

Su 13 vittime sono solo cinque le persone identificate. Le altre, al momento, non hanno un nome e un cognome. Sono contrassegnate soltanto da dei numeri. Le salme sono state già messe a disposizione, da parte dell'autorità giudiziaria, di Comune e Prefettura. Sono terminati, infatti, gli accertamenti della Squadra Mobile e della Scientifica sui cadaveri.

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