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L'hotspot di Lampedusa dopo l'ultimo incendio

L'hotspot di Lampedusa dopo l'ultimo incendio

Più posti all'hotspot, Martello: "Con i lavori non si fermano gli sbarchi"

Il sindaco delle Pelagie: "E’ il fenomeno che deve essere affrontato in maniera radicale, bisogna che l’Europa si sieda attorno ad un tavolo con i paesi rivieraschi del Mediterraneo"

"Il problema dell’immigrazione non viene risolto sistemando l’hotspot di Lampedusa. La questione è una soltanto: o si affronta veramente il problema, altrimenti possiamo continuare a parlare. Questa è soltanto una risposta per la sistemazione del centro, ma non si fermano gli sbarchi. E’ il fenomeno che deve essere affrontato in maniera radicale, bisogna che l’Europa si sieda attorno ad un tavolo con i paesi rivieraschi del Mediterraneo. E’ una questione che deve essere affrontata direttamente dal Parlamento”. Lo ha detto il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, commentando quanto riferito ieri - durante il question time alla Camera - dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.

Ministro Lamorgese: "Entro marzo 132 posti in più all'hotspot"

Il ministro Lamorgere, durante il question time di ieri, ha risposto a una interrogazione – presentata da Ravetto di Forza Italia - sulla situazione dell'hotspot di Lampedusa. “Con la risposta data dal ministro solo sull’hotspot è stato ribadito – ha aggiunto il sindaco Totò Martello – che l’unico fardello resta solo su Lampedusa e sui lampedusani. Non è venuto fuori nessun impegno sull’azione politica che l’Italia deve fare. Quando i migranti arrivano, abbiamo dove metterli. Ma tutto ricade sempre sulla popolazione di Lampedusa e non è questa la risposta che si aspettavano i lampedusani”.

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