Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca Lampedusa e Linosa

Hotspot aperto per metà: solo per gli sbarchi autonomi dei migranti

Il ministero dell’Interno ha deciso di non utilizzare più la struttura per gli arrivi programmati, ossia per ospitare i migranti recuperati nel canale di Sicilia o in acque libiche

Non è chiuso, ma non è neanche aperto: non come lo è stato fino all’inizio dello scorso marzo. L'hotspot di contrada Imbriacola, a Lampedusa, ha una operatività limitata. Il ministero dell’Interno ha deciso di non utilizzare più la struttura per gli arrivi programmati, ossia per ospitare i migranti recuperati nel canale di Sicilia o in acque libiche. Migranti che vengono e verranno “dirottati” su altri porti siciliani. Ma Lampedusa resta terra di frontiera e dunque la struttura verrà utilizzata per gli sbarchi autonomi e per i migranti rintracciati praticamente sotto costa. A disposizione, dopo l’incendio d’inizio marzo, ci sono appena 100 posti rispetto ai precedenti 381. Venendo usato per ospitare un numero di migranti limitati – quelli degli sbarchi autonomi – è stata ridimensionata la presenza delle forze dell'ordine e adesso, negli ultimi giorni, la Prefettura di Agrigento sta rimodulando anche il contratto con l'ente gestore.

All’inizio della settimana, l’avvocato genovese Alessandra Ballerini, legale dell’associazione “A buon diritto”, aveva chiesto alla Prefettura gli atti amministrativi sulla chiusura dell’hotspot e sui lavori di ristrutturazione da realizzare prima del cambio di destinazione d’uso della struttura, in considerazione dei vincoli a cui l'area è sottoposta. La richiesta era stata avanzata perché, dopo l’annuncio della chiusura, i migranti arrivati sull'isola erano stati comunque condotti nel centro di contrada Imbriacola.

Quasi sicuramente la struttura diventerà off limits - anche per gli sbarchi autonomi - quando si apriranno i cantieri più importanti: quelli dell'impiantistica antincendio e idrica e quelli di ristrutturazione dei due padiglioni incendiati. Al momento si attende l'avvio del primo lotto di lavori che è quello sulla sistemazione della recinzione, degli impianti di videosorveglianza e dell'area mensa.

“Sono tre i lotti previsti per la ristrutturazione dell’hotspot – hanno spiegato, ieri, dalla Prefettura di Agrigento - . I più importanti saranno naturalmente quelli per la ricostruzione dei due padiglioni incendiati in momenti diversi: nel 2016 e lo scorso marzo. Attualmente la sua è limitata la sua capacità, non viene più utilizzato per gli sbarchi cosiddetti programmati. Chiuderà completamente quando verosimilmente dovranno essere realizzati i lavori più importanti e dunque si dovranno temporaneamente cedere le aree alle imprese”. 

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