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Cronaca Lampedusa e Linosa

"Tangentopoli a Lampedusa", giudice si infortuna: processo bloccato

Rinvio di almeno un mese del dibattimento che va avanti da tre anni a ritmi serrati, rischio di prescrizione per alcuni reati

Un brutto infortunio del giudice Giuseppe Miceli, che presiede il collegio della seconda sezione penale, blocca per almeno un mese il processo a carico di venticinque persone, accusate di avere messo in piedi un complesso intreccio corruttivo attorno al Comune di Lampedusa fra il 2008 e il 2011 quando al vertice dell’amministrazione c’era il sindaco Bernardino De Rubeis, principale imputato insieme all’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Giuseppe Gabriele e all’ex responsabile del Suap (Sportello Attività produttive) Gioacchino Giancone.

Il processo, che va avanti da tre anni al ritmo di un’udienza a settimana in considerazione dei termini di prescrizione ravvicinati di molti reati, subisce quindi una battuta di arresto. Ieri l’udienza è stata chiamata da un collegio composto diversamente (al posto di Miceli che ha un braccio ingessato c’era il magistrato Luisa Turco) che ha fissato un calendario di udienze, destinate all’audizione dei testi della difesa, per tentare di riprendere il dibattimento già dalla prossima udienza in maniera celere. La circostanza sembra comunque destinata ad accelerare la prescrizione di alcuni reati.

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