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(foto Facebook)

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Onde alte due metri ed emergenza sanitaria: sbarcati bimbi, donne e malati: in 64 lasciano la "Mare Jonio"

A bordo restano in 34, tra cui uomini in condizioni precarie a seguito di maltrattamenti e torture. Dalla Mediterranea Saving Humans: "I naufraghi sono stanchissimi e flagellati dal mal di mare"

Ore 21,48. "Finalmente sbarcati bambini, donne incinte e naufraghi più vulnerabli. Ancora in 34 a bordo tra le onde. Fateci sbarcare tutti. Dopo le tante richieste che abbiamo avanzato da questa mattina, finalmente le autorità italiane hanno permesso alla Guardia costiera di venire a trasbordare su una motovedetta, per portarli a terra, i naufraghi più vulnerabili: donne incinte, mamme con bambini, minori non accompagnati". Lo hanno scritto, sui social, dalla Mediterranea Saving Humans. "Siamo felici sollevati per loro e grati agli uomini e alle donne della Guardia costiera e ai medici del personale sanitario che hanno effettuato il trasbordo in condizioni meteo marine avverse, come segnaliamo da stamattina. Un approdo in porto o un punto di ridosso protetto dal mare grosso sarebbe stato certamente più sicuro". A bordo della nave restano in 34, tra cui donne sole, uomini in condizioni precarie a seguito di maltrattamenti e torture, e in stato di stress post traumatico.

"Chiediamo con forza che questi naufraghi, insieme all'equipaggio, possano sbarcare prima possibile: a bordo la situazione rimane precaria - aggiuntono - . Si è aggiunto al moto ondoso che non ci lascia tregua un guasto all'evaporatore e al dissalatore che ci privano di acqua corrente: siamo senza rubinetti, cucina e bagno, e rimane solo acqua in bottiglia. Queste persone non possono, non devono aspettare che le loro condizioni di salute si aggravino ulteriormente per essere autorizzati a scendere. Fateli sbarcare, fateci sbarcare. Tutti".

Ore 20.40. "A bordo della Mare Jonio continua un'altra giornata lunghissima che ha messo a dura prova i naufraghi, stanchissimi e flagellati dal mal di mare, l'equipaggio che deve dividersi tra la cura delle persone e la propria salute, e anche la Mare Jonio. La nostra nave è sballottata da onde di due metri da stamattina, e ha risposto alla situazione con la solita tenacia che la contraddistingue, ma cedendo, purtroppo, con un guasto all'evaporatore e al dissalatore. Siamo senza rubinetti, cucina e bagno, e rimane solo acqua in bottiglia. Fateli sbarcare". Lo hanno scritto sui social dalla Mediterranea Saving Humans sulla cui nave aumentano i disagi. Nessuna evacuazione è stata fatta, nonostante le rassicurazioni del Viminale per lo sbarco di bimbi, donne e malati. Intanto i 98 migranti bordo si preparano a trascorrere la seconda notte su quella che è stata battezzata - visto la presenza di 22 bimbi - la "nave dei bambini'.

Il medico di bordo: "Situazione sanitaria drammatica"

"Tra i tanti bambini sulla Mare Jonio, 5 sono intorno all'anno e 13 sono minori soli, tra cui un bambino di 9 anni, che da quando è salito dorme e non mangia". A scriverlo è stato il medico a bordo di quella che è stata soprannominata la "nave dei bambini", Donatella Albini, che ieri ha visitato tutti i passeggeri e firmato un report sanitario che denuncia una "situazione sanitaria drammatica". "È necessario sbarcare e avere cura di tutti e di tutte - scrive la ginecologa bresciana al presidente dell'Ordine dei medici di Brescia Ottavio Di Stefano (Brescia) - con strumenti e in luoghi adatti, ma soprattutto nel rispetto della dignità umana, come ci impone il nostro codice deontologico". Il Viminale ha disposto lo sbarco di donne e bambini ma per i medici non basta. "Stanno male perché sono malati? Anche, - commenta Di Stefano - ma stanno male perché sono lì. Punto. Dalle parole di Donatella emerge una sofferta richiesta di aiuto: qui stanno male tutti per quello che hanno passato e stanno passando, indipendentemente dalla nosografia delle malattie che consentano lo sbarco per motivi di salute. Da sempre ci hanno insegnato che dobbiamo curare le donne e gli uomini e non le malattie". Quella della Mare Jonio, precisa il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, alla luce del messaggio, "è una situazione di emergenza sanitaria", per questo "chiediamo l'intervento della magistratura perché disponga lo sbarco in un porto sicuro di tutti i passeggeri". 

L'allarme da "Mare Jonio"

"In questo momento ci sono onde di oltre due metri che rendono la vita a bordo della Mare Jonio molto difficile. Molti naufraghi si sentono male. Per questo abbiamo chiesto a Capitaneria di porto l'autorizzazione a riparare a ridosso dell'isola: restiamo in attesa di risposta". Hanno scritto, in mattinata, dalla Mediterranea Saving Humans evidenziano che la "situazione è critica". A complicare tutto è il maltempo: la Protezione civile regionale aveva, già ieri, diramato una allerta "gialla" anche per tutto l'Agrigentino. Allerta "gialla" che è stata confermata anche per domani.

Il nuovo caso   

La "Mare Jonio", la nave che ieri mattina ha salvato un gruppo di migranti in acque libiche, è al confine con le acque territoriali italiane: a 13 miglia da Lampedusa. Stamattina, i militari della Guardia di finanza hanno notificato il divieto di ingresso in acque italiane firmato dal ministero dell'Interno. "Ieri sera alle 23:37 è stato notificato il decreto del ministro dell’Interno che ci vieta di entrare. Questa mattina, alle 7, la motovedetta CP312 della Guardia costiera ha affiancato la Mare Jonio per fare salire a bordo due ufficiali della Guardia di finanza che ci hanno notificato il decreto brevi manu - hanno scritto dalla Mediterranea Saving Humans - . Allegando un report medico, abbiamo richiesto assistenza al Mrcc (Centro di coordinamento marittimo) e alla Capitaneria di porto, per le condizioni di bordo dei 99 naufraghi, in particolare donne incinte e bambini. Alle nostre reiterate richieste di Pos (Place of safety, porto sicuro) fatte alle autorità della nostra bandiera, ancora nessuna risposta. Stiamo condividendo le informazioni - spiegano nel comunicato che è stato postato su Twitter - su questa situazione con i nostri fratelli e sorelle a bordo: siamo tutti sulla stessa barca. Per noi il salvataggio si concluderà solo quando ognuno dei naufraghi sarà a terra, curato e assistito. Fino ad allora noi con loro, loro con noi".

"E' un nemico pubblico?" Le storie dei migranti che sono sulla "Mare Jonio"

Sbarco autonomo a Lampedusa  

Mentre, di fatto, si profila un nuovo scontro fra Ong e Viminale, all'alba, un gruppo di 79 migranti è sbarcato Lampedusa. Siriani e originari del Bangladesh sono giunti senza che si innescasse alcun allarme. Hanno riferito di essere partiti lunedì dalla Libia. Tutti sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola.

Operazione "Svuota hotspot"

Gli ultimi 40 migranti, fra cui 21 minori e 2 donne, sono arrivati ieri sera - scortati dalla polizia - a Porto Empedocle. In mattinata avevano lasciato l'hotspot di Lampedusa ed erano stati imbarcati sul traghetto di linea. Ventiquattro ore prima, quando gli ospiti della struttura di contrada Imbriacola, erano 187 erano stati invece trasferite altre 80 persone. Al centro d'accoglienza, ieri sera, c'erano una sessantina di migranti ai quali, poi, in nottata sono andati ad aggiungersi i 78 nuovi sbarcati. Al momento ci sono, dunque, circa 145 extracomunitari. Gli ultimi 40, giunti ieri sera a Porto Empedocle, sono stati portati a Villa Sikania a Siculiana. 

Don Carmelo: "Si bloccano le Ong ma gli sbarchi autonomi continuano"

"L'atteggiamento di Salvini? Credo sia illecito in base alle nostre leggi e al diritto internazionale, disumano ma, soprattutto, inutile perché non ha portato nel passato e non porterà neppure questa volta a una soluzione. I casi delle scorse settimane ci dicono che le persone a bordo di queste navi alla fine  vengono sbarcate, perché allora lasciarle in mezzo al mare per giorni in condizioni precarie?". Lo dice all'Adnkronos don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, in merito alla "Mare Jonio" e del divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali firmato dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Che senso ha bloccare un centinaio di persone, che, tra l'altro, prima o poi sbarcheranno come è già successo in passato - aggiunge il parroco -, mentre i migranti continuano ad arrivare a centinaia in maniera autonoma con piccole imbarcazioni? Siamo davanti a una manifestazione di forza e autorità che è ancora più sgradevole quando viene esercitata sulla pelle dei più deboli".

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