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Domenica, 23 Giugno 2024
La tragedia / Lampedusa e Linosa

Incinta all'ottavo mese non si sente bene e va al Poliambulatorio, il feto arriva morto al "Civico" di Palermo

La famiglia attende adesso di acquisire le cartelle cliniche. E non appena le avrà, formalizzerà una denuncia. Il marito-papà: "Non ci devono essere altri Giacomo, Fortunato e Alessandro che non sono riusciti a nascere"

Era tutto pronto. Oggi sarebbero dovuti partire, i biglietti erano stati già fatti da tempo, perché al parto mancava grosso modo un mese. Ieri mattina, la lampedusana, già mamma di un altro bambino, non s'è sentita bene ed è corsa al Poliambulatorio dove non c'è il macchinario per fare il tracciato e dove l'ecografo, a detta degli stessi medici, "è mezzo scassato". I sanitari hanno controllato la trentenne e l'hanno rassicurata, a loro dire andava tutto bene. Ma dopo un'ora, o poco più, la donna - che è anche consigliere comunale - è tornata al presidio sanitario dove è stato accertato che i battiti cardiaci del piccolo che portava in grembo erano lenti. Con l'elisoccorso del 118, la lampedusana ha lasciato l'isola alle ore 13, quando forse era ormai troppo tardi, quando forse il feto era in fin di vita. 

E' stata trasferita all'ospedale "Civico" di Palermo dove i medici hanno accertato che il piccolo era morto. Una tragedia. L'ennesima che si verifica a Lampedusa dove, da gennaio, ci sono già stati tre casi analoghi. 

Francesco, il marito della donna e papà della creatura che non è venuta alla luce, adesso attende di acquisire le cartelle cliniche. E non appena le avrà, denuncerà. "Non ci devono essere altri Giacomo, Fortunato e Alessandro che non sono riusciti a nascere - dice - . Se mia moglie fosse stata trasferita subito dopo il primo accesso al Poliambulatorio, forse mio figlio ci sarebbe ancora. Per i soccorsi dell'elicottero del 118, il protocollo prevede che si debba attendere, nel caso in cui stiano arrivando migranti, se ci sono feriti, malati o partorienti. Non è possibile che non vi siano attrezzature adeguate, e questo vale sia per i lampedusani che per i tanti migranti che sbarcano sulla nostra isola. Lampedusa è una realtà dove, in proporzione al numero di abitanti, ci sono più concepimenti che altrove. Solo che a Lampedusa non si nasce, lo si fa ad Agrigento o a Palermo". 

Dell'ennesima tragedia sono stati già informati il sindaco, il vice sindaco e l'assessore alla Sanità. Appena a fine marzo, dalla Regione era stato annunciato l'arrivo di Ginecologia sull'isola. A fine giugno invece l'Asp di Palermo aveva riferito d'aver dotato il servizio di Ostetricia e Ginecologia del Poliambulatorio di Lampedusa di un nuovo ecografo multifunzionale di ultima generazione

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Per far nascere un figlio, i lampedusani accettano, loro malgrado, di dover sostenere spese enormi: dall'ottavo mese di gravidanza in poi marito e moglie si trasferiscono ad Agrigento o a Palermo. La marginalità geografica e servizi sanitari non proprio in linea con il 2023 non consentono poi, così sembra nel caso della tragedia verificatasi ieri, di intervenire tempestivamente quando è necessario, indispensabile, per salvare le vite. Spetterà, inevitabilmente, alla Procura di Agrigento, non appena verrà formalizzata la denuncia, aprire un'inchiesta per appurare se vi sono state o meno delle responsabilità e se il piccino, con la necessaria e tempestiva assistenza sanitaria, avrebbe potuto salvarsi o meno. 

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