Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

"La cricca che gestiva gli appalti a Lampedusa", istruttoria chiusa: spazio alla requisitoria

In appello è stato dato il via libera all'audizione di due testi, fra cui il consulente della Procura, che hanno chiarito meglio alcuni aspetti. Dopo la sosta estiva si riprende con le conclusioni del procuratore generale

Il tribunale di Palermo

Istruttoria chiusa e rinvio per la requisitoria. Si avvia alla conclusione il processo di appello per i cinque imputati condannati in primo grado nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta “cricca di Lampedusa”. Sotto accusa il gruppo che avrebbe gestito appalti e lavori pubblici in maniera illegittima in cambio di tangenti.

I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Giuseppe Miceli, l'8 novembre del 2018, al termine di un lunghissimo e complesso dibattimento, hanno scagionato altre 18 persone, tra tecnici, professionisti e imprenditori, fra assoluzioni per non avere commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato oltre che per sopravvenuta prescrizione.

Cinque le condanne. La pena più alta è stata inflitta all'ex dirigente dell'ufficio tecnico comunale Giuseppe Gabriele: 8 anni e 10 mesi di reclusione. Sette anni e 9 mesi di reclusione sono stati decisi per l'architetto Gioacchino Giancone, all'epoca dei fatti - fra il 2008 e il 2011 - a capo del settore Attività produttive del Comune di Lampedusa.

Quattro anni, un mese e 15 giorni per l'ex sindaco Bernardino De Rubeis. Altri due imputati, ritenuti estranei all'associazione, sono stati giudicati colpevoli per altri reati. L'imprenditore Leonardo Pellegrini è stato condannato a 2 anni per corruzione. Secondo i giudici avrebbe voluto costruire un albergo abusivo in combutta con la ‘cricca’ servendosi come ‘scudo’ della società Labproject, ritenuta la cassaforte dell'organizzazione.

In cambio per Gabriele e Giancone ci sarebbe stata una tangente di 800 mila euro mascherata con un contratto di datio in solutum. Il funzionario dell'Utc Giovanni Sorrentino, invece, è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione per abuso di ufficio e falso.

L'avvocato Ignazio Valenza, difensore di Gabriele (nel collegio difensivo anche gli avvocati Giuseppe Lauricella, Silvio Miceli, Vincenzo Caponnetto, Nicolò Grillo, Vincenzo Termini, Luciano Termini e Raffaele Bonsignore), al processo di appello ha chiesto di riaprire l'istruttoria. I giudici hanno sciolto la riserva e dato il via libera all’audizione di due testi, fra cui l’architetto Luciano Montalbano che ha svolto una consulenza tecnica per conto della Procura di Agrigento che avrebbe accertato diversi abusi. 

Conclusa l'istruttoria, il processo si avvia all'epilogo. Il 14 settembre sono in programma la requisitoria del procuratore generale e le arringhe di parte civile. Il 25 ottobre e il 23 novembre ci saranno gli interventi dei difensori degli imputati. 

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