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L'inchiesta antidroga "Levante" / Lampedusa e Linosa

Furono 150 i chili di cocaina ripescati in mare, troppa per rivenderla nella sola Lampedusa: emerge la necessità di piazzarla altrove

Ignazio Umberto Blandina racconta ai giudici che si accorsero "sin da subito della scarsa qualità di una parte della 'roba' che era stata 'rovinata' dal contatto con l'acqua salata del mare"

Sarebbero stati 150 i chili di cocaina ripescati nel canale di Sicilia. Non soltanto i quasi 25 chili recuperati, e sequestrati, nel cortile di casa del sessantenne Ignazio Umberto Blandina (che è stato arrestato dai carabinieri lo scorso 11 luglio), ma molti di più. E' il 26 gennaio scorso quando proprio Blandina, nel corso di un interrogatorio, chiarisce la provenienza della "roba" di cui è stato trovato in possesso, ma anche quanto già scoperto dai carabinieri grazie alle intercettazioni

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Blandina - viene ricostruito nel provvedimento di fermo per 11 indiziati di delitto - dichiara di "aver incontrato, a Lampedusa, tra maggio e giugno del 2022, Salvatore De Battista che gli rappresentava che lui e altri 7 soggetti (di cui non comunicava i nominativi a Blandina) avevano 'pescato' a mare, intorno all'isola, un quantitativo di sostanza stupefacente pari a circa 150 chilogrammi. Il De Battista - prosegue la ricostruzione - ha chiesto a Blandina di detenere, per suo conto, una parte di droga, arrivando a consegnargli un quantitativo di circa 40 chilogrammi di cocaina, suddivisa in 40 panetti". Blandina ha provveduto a nascondere nel giardino della propria abitazione la sostanza, "facendosi aiutare da Marco Consiglio, il quale - continua la ricostruzione fatta nelle pagine iniziali del provvedimento di fermo - non solo era l'unica persona a conoscere il 'nascondiglio', ma si faceva al contempo consegnare, in svariate occasioni, piccoli quantitativi di cocaina da rivendere a terzi". E ancora viene ricostruito: "Blandina e Consiglio si avvedevano sin da subito della scarsa qualità di una parte della cocaina consegnata dal De Battista, che era stata 'rovinata' dal contatto con l'acqua salata del mare". 

I racconti del sessantenne Blandina, uomo "chiave" dell'inchiesta "Levante", hanno trovato - secondo i carabinieri e la Procura - un primo riscontro negli esiti degli accertamenti tecnici condotti sulla sostanza stupefacente sequestrata nel corso dell'arresto di Blandina. Accertamenti che hanno confermato come la droga fosse venuta in contatto con l'acqua marina. 

Il maxi ritrovamento, in mare aperto, di tutta quella cocaina ha determinato la "saturazione" del mercato illecito di stupefacenti a Lampedusa e quindi la necessità di "far uscire" parte della droga dall'isola dove, appunto, non si riusciva a venderla, per altre piazze della Sicilia. 

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