Sabato, 13 Luglio 2024
Operazione antidroga "Zefiro" / Lampedusa e Linosa

L'inchiesta sulla cocaina ripescata in mare, i pagamenti dello spaccio avvenivano con ricariche di “conti gioco”: i nomi degli 11 fermati

Dieci degli indagati verranno trasferiti, nelle prossime ore, nelle case circondariali di Agrigento, Palermo e Caltanissetta. Soltanto un anziano, proprio a causa della sua età, è stato posto ai domiciliari

Non soltanto sono stati raccolti indizi di colpevolezza su tutti coloro che avevano avuto un ruolo attivo nel ritrovamento dei panetti di cocaina purissima - da 150 a 200 chili complessivamente -, ma è stato individuato anche uno dei canali di pagamento delle partite di droga: ricariche di “conti gioco” utilizzati per effettuare le scommesse on-line, ricariche eseguite da alcuni degli acquirenti delle partite di cocaina. 

Quei panetti di cocaina ripescati nel mare di Lampedusa, scattano altri 11 fermi

Dopo l'arresto di Ignazio Umberto Blandina che è stato condannato, in abbreviato, dal gip del tribunale di Agrigento a 4 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di oltre 18 mila euro di multa, sentenza non definitiva e pena ridotta anche grazie alla sua collaborazione con gli inquirenti, le indagini non si sono mai appunto fermate. E dopo l'operazione "Levante" dello scorso febbraio, i carabinieri del reparto operativo di Agrigento e la Procura sono arrivati al blitz della scorsa notte denominato "Zefiro". Un'inchiesta quest'ultima che ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sui soggetti che avevano avuto un ruolo attivo oltre che nel ritrovamento dei panetti, anche nell'occultamento e nello spaccio fra Lampedusa, Favara e Catania.

"Spacciava cocaina nonostante fosse ai domiciliari": sequestrati 24 chili di roba, arrestato lampedusano

Spaccio di cocaina fra Lampedusa, Favara e Catania: scatta il blitz "Levante", 11 fermi

Quei 25 chili di cocaina purissima ripescata in mare e consegnati ad un insospettabile: ricostruita la rete dei trafficanti

L'operazione antidroga "Levante", ecco chi sono gli 11 fermati e di cosa sono accusati

Gli indagati dell'operazione "Zefiro"

Antonino Di Maggio, Sana Sarr, Waly Sarr, Mhaye Ibrahima sono stati ritenuti responsabili - da Procura e carabinieri del reparto operativo di Agrigento - dell’occultamento, detenzione e cessione di cocaina per un quantitativo complessivo di 57 chili, suddivisa in 57 panetti da 1 chilo ciascuno. 

Giovanni Blandina e Jacopo Blandina, rispettivamente padre e figlio di Ignazio Umberto Blandina, sono stati ritenuti responsabili - dal pm Giulia Sbocchia e dal procuratore capo Salvatore Vella - della gestione e dello spaccio dello stupefacente precedentemente occultato dal proprio familiare prima del suo arresto. 

Vincenzo Lo Verde, Gningue Lo Doudou, Vincenzo Barbera, Tony Sparma e Nicola Minio sono stati ritenuti responsabili, in concorso, di detenzione e spaccio di cocaina.

Gli 11 indagati, sottoposti a fermo di indiziato di delitto, verranno portati, nelle prossime ore, nelle case circondariali di Agrigento, Caltanissetta e Palermo, ad eccezione di Giovanni Blandina che, a causa della sua età avanzata, è stato posto ai domiciliari.

La Procura di Agrigento ha, naturalmente, precisato che le indagini giudiziarie non sono ancora concluse e che le condotte di reato contestate agli indagati non sono definitivamente accertate.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'inchiesta sulla cocaina ripescata in mare, i pagamenti dello spaccio avvenivano con ricariche di “conti gioco”: i nomi degli 11 fermati
AgrigentoNotizie è in caricamento