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Lunedì, 20 Maggio 2024
Operazione antidroga "Levante" / Lampedusa e Linosa

Troppa cocaina da smerciare nella sola Lampedusa, le intercettazioni: "Cià dammu sette chili!”

Le cimici captano un dialogo "sui guadagni che potranno realizzare dalla fornitura di stupefacenti ai catanesi (quantificato in 7 chili), parlando esplicitamente delle somme che verranno loro consegnate, con l’erogazione immediata di 30-40mila euro e saldo del residuo entro dieci giorni”

Troppa la cocaina ripescata in mare per essere smerciata nella sola Lampedusa. E poi quell’arresto – quello di Ignazio Umberto Blandina, fatto l’otto luglio dai carabinieri del maggiore Marco La Rovere che hanno sequestrato quasi 25 chili di “roba”, - che aveva, all’improvviso acceso i riflettori. E’ la metà di luglio del 2022 quando le conversazioni telefoniche e ambientali fanno emergere la necessità di cercare un acquirente e piazzare fuori dall’isola lo stupefacente.

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“Mangio io, mangiamo tutti .. leviamo gli ‘imbrogli’ .. leviamo questo e leviamo quello .. pigliamo i ‘grana’ ce li spartiamo .. apposto. Ci siamo?” – avrebbe detto, secondo quanto registrato dalle cimici il 29 luglio, Francesco Romano - . “Cià dammu sette chili!” – avrebbe aggiunto poco dopo - . Parole che per i carabinieri e la Procura sono state ritenute di “particolare interesse investigativo”. “I due (la conversazione viene fatta con Domenico Cucina) commentano i guadagni che potranno realizzare dalla fornitura di stupefacenti ai catanesi (quantificato in 7 chili), parlando esplicitamente – scrive il sostituto procuratore, titolare del fascicolo d’inchiesta, Giulia Sbocchia – delle somme che verranno loro consegnate, con l’erogazione immediata di 30-40mila euro e saldo del residuo entro dieci giorni”. “Puoi stare tranquillo perché io domani gli do le ‘cose’ .. caccio ste cose .. quelli tuoi sono tuoi .. quelli nostri con mio figlio che … 30 … 40 me li dà subito … e gli altri a 10 giorni .. sappi che con questi soldi mi devo comprare una casa io .. a Lampedusa”. I carabinieri hanno documentato che effettivamente, con il traghetto, è partita, senza alcun conducente, un’autovettura “imbottita” di cocaina. Destinazione Catania dove lo stupefacente viene – stando all’accusa – effettivamente consegnato. E durante una “conversazione telefonica Francesco Romano rappresenta al figlio che quattro panetti di cocaina (4 chili) – scrive il pm – erano integri, mentre gli altri quattro erano deteriorati e per tale motivo avrebbero chiuso la trattativa/consegna a un prezzo di vendita 150mila euro, non quindi come era stato pattuito”.

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L’operazione antidroga “Levante”, all’alba di mercoledì, ha fatto scattare 11 fermi – i provvedimenti sono stati siglati dal procuratore reggente Salvatore Vella e dal sostituto Giulia Sbocchia - a carico di indiziati, in concorso tra loro, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Fermi che sono stati dai militari dell’Arma del nucleo Investigativo e della sezione Operativa della compagnia di Agrigento. 

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