Caso Open Arms, il divo-attivista Richard Gere: "Esposto alle Procure di Roma e Agrigento"

L'attore, durante la conferenza stampa, ha annunciato che porterà il caso all'attenzione dei pm: "La maggior parte dei migranti sono cristiani"

La conferenza stampa di Richar Gere a Lampedusa con gli attivisti di Open Arms

"Abbiamo presentato un esposto per verificare se tutto ciò che sta accadendo non rappresenti una fattispecie di reato".

Ad annunciarlo, durante la conferenza stampa che si sta tenendo all'aeroporto di Lampedusa sul caso della Open Arms, sono l'attore americano Richard Gere, attivista per i diritti umani, Oscar Camps, fondatore Open Arms; Riccardo Gatti, presidente Open Arms Italia e Gabriele Rubini (Chef Rubio), cuoco e fotografo. Il divo e gli altri attivisti hanno fatto sapere che porteranno il caso all'attenzione dei pm di Roma e Agrigento. 

Malta dice no allo sbarco di tutti i migranti

"Stanotte abbiamo soccorso un barchino, con circa 40 persone a bordo. Inizialmente le condizioni della barca erano stabili e abbiamo avvisato le autorità maltesi che ci hanno detto di rimanere in standby perché avrebbero mandato una loro motovedetta. Poco dopo l'imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua e quindi abbiamo imbarcato 39 persone e abbiamo quindi aspettato le istruzioni di Malta. Stamattina, poco prima delle 6, è arrivata la motovedetta e quando ci apprestavamo a trasferire le persone dall'Open Arms alla motovedetta la situazione è degenerata. Abbiamo a bordo persone soccorse ormai 10 giorni fa. Abbiamo quindi comunicato la situazione e la richiesta di fermare questo trasbordo e cercare una soluzione di sbarco per tutte le persone. Non potevamo distruggere l'equilibrio creato".

Lo ha detto Riccardo Gatti, presidente Open Arms Italia, durante la conferenza stampa. Gatti ha ricostruito quanto è accaduto stanotte dopo che l'Open Arms, in acque internazionali, ha soccorso un altro barchino con a bordo 39 persone. "Da Malta abbiamo ricevuto un no allo sbarco delle altre persone che non siano le 39 soccorse stanotte - è stato chiarito durante la conferenza stampa alla quale è stato presente l'attore americano Richard Gere - . Siamo in standby. Abbiamo chiesto a Malta lo sbarco di tutte le persone e purtroppo abbiamo ottenuto una risposta negativa".

L'appello di Gatti: "Situazione molto difficile"

"La situazione è molto difficile. Lo sbarco si deve fare per tutte le persone perché non possiamo a mettere a rischio la sicurezza degli altri". Lo ha evidenziato Riccardo Gatti, presidente di Open Arms Italia, che ha ricostruito durante la conferenza stampa svoltasi all'aeroporto di Lampedusa (Ag) quanto è accaduto dallo scorso primo agosto quando sono stati soccorsi, in acque libiche, i primi 124 migranti. Accanto a Gatti anche l'attore americano Richard Gere. "Il 7 agosto il legale ha presentato ricorso - ha spiegato Gatti - alla Procura minorile di Palermo affinché i minori a bordo vengano fatti sbarcare. A bordo abbiamo 32 minorenni, di cui 28 non accompagnati".

Gere: "La maggior parte dei profughi sono cristiani"

"A differenza di quello che dicono i politici, i governi e qualche giornale, la maggior parte dei migranti sono cristiani". Lo ha detto l'attore Richard Gere inconferenza stampa a Lampedusa assieme a Open Arms. Gere aggiunge: "Non sono interessato alla politica, il mio unico interesse è aiutare le persone. Non sono italiano e sono restio a parlare della situazione politica italiana odierna. Anch'io vengo da un paese dove la situazione politica è bizzarra. Sembra che ci sia na generazione di politici che mettono la loro energia nel dividere le persone, come se nel dividere ci fosse del guadagno che è una cosa idiota. Ma siamo tutti interdipendenti. Vorrei invitare ognuno di voi a salire su queste navi per capire".

L'attore americano prosegue: "Hanno tutti toccato il mio cuore. Ho parlato con un gruppo di donne sulla nave: una nonna, con la figlia e i nipotini e la loro storia è orribile. Hanno minacciato di fare del male al resto della famiglia se la mamma dei bambini non si fosse concessa sessualmente più volte e lei si è sacrificata. Tutti noi che siamo saliti a bordo abbiamo potuto notare che le 121 persone sono state accudite bene dalla Open Arms, mangiano 3 volte al giorno, sembrano che stiano bene. Poi ti rendi conto che sono sulla barca strettissimi, il contatto fisico è ravvicinato e c'è un rumore forte. E' ovvio che l'equilibrio è pronto a rompersi per cui questa situazione deve essere interrotta adesso". 

"Mio figlio - aggiunge l'attore - che è qui con me a Lampedusa è rimasto molto colpito da questa vicenda e soprattutto dagli operatori di Open Arms, che hanno un cuore enorme oltre a una grande professionalità: io stesso dopo questa esperienza farò ancora di più".

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