L'inchiesta sulla barca "Alex": indagato anche il capo missione?

Il comandante Tommaso Stella è stato iscritto per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e per gli articoli 1099 e 1100 del codice della navigazione, rispettivamente rifiuto di obbedienza a nave da guerra e resistenza o violenza contro nave da guerra

(foto Twitter)

E' durata quasi 4 ore la perquisizione che la Guardia di finanza ha realizzato, stanotte, sulla barca "Alex" della Ong Mediterranea. Perquisizione che è stata effettuata dopo lo sbarco di tutti i migranti. Sono stati acquisiti documenti e, non è escluso che nelle prossime ore, vengano acquisiti anche i video realizzati dai giornalisti che erano a bordo del veliero. 

Nave "Alex" sequestrata: sbarcano i 36 migranti, indagato per "favoreggiamento" il comandante

L'informativa verrà poi, verosimilmente entro la giornata di oggi, trasmessa dalle Fiamme gialle alla Procura di Agrigento. Risulta essere indagato il capitano Tommaso Stella. Un "atto dovuto", naturalmente quello della Procura. L'Adnkronos riporta che anche il capo missione Erasmo Palazzotto è stato indagato. Ma dalla Mediterranea, con un twett smentiscono: "Fonti giudiziarie e di polizia smentiscono in maniera netta che, allo stato degli atti, oltre al capitano Tommaso Stella - scrivono - risulti indagato anche il capomissione a bordo dell'imbarcazione 'Alex'". 

"Ancora non mi è stato notificato nulla, l'ho appreso dai giornalisti. Ce l'aspettavamo, è già successo con la Mare Jonio che abbiano indagato il comandante e il capo missione. Io non ho paura, è un atto dovuto. Del resto siamo stati noi i primi a rivolgerci alla magistratura per chiedere l'apertura di un'inchiesta" - lo ha detto, all'Ansa, il capo missione di Mediterranea Erasmo Palazzotto, parlamentare di Sinistra Italiana - . 

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Veliero "Alex", la Ong Mediterranea presenta un esposto in Procura

Martello: "Il Viminale ci aiuti"

Molti dei migranti sbarcati, durante la notte, sono stati portati prima alla guardia medica per dei controlli e poi all'hotspot che è, già prima del loro arrivo, era al collasso. "Ci sono oltre 200 persone, 100 in più rispetto alla capienza massima che è prevista per 96 persone - ha detto il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, - . Il Viminale ci aiuti".

I titoli di reato contestati al comandante 

"Il comandante è stato indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e per gli articoli 1099 e 1100 del codice della navigazione, rispettivamente rifiuto di obbedienza a nave da guerra e resistenza o violenza contro nave da guerra - ha spiegato, durante la conferenza stampa convocata a Lampedusa, la portavoce della Ong Mediterranea: Alessandra Sciurba - . Lo stesso protocollo seguito rispetto al comandante della Sea Watch3: Carola Rackete. Fin dall'inizio abbiamo chiesto di poter trasbordare le persone che avevamo a bordo e questo non è stato reso possibile. Per fortuna ci sono le mail che abbiamo tradotto in un esposto". Alla Ong è stata elevata anche l'ormai "classica" - perché prevista dal decreto legge "Sicurezza bis" - multa che è da un minimo di 10 mila euro ad un massimo di 50 mila. 

"Mai rifiutato cibo e acqua"

"Noi non abbiamo rifiutato il cibo o l'acqua dalla Guardia costiera. Abbiamo preso le prime scorte che ci sono arrivate e abbiamo chiesto che venissero riforniti i serbatoi d'acqua perché si stava creando un'emergenza igienico sanitaria. Ci sono state mandate oltre 200 bottiglie d'acqua che ingombravano e rendevano possibile muoversi, ma noi avevamo bisogno di acqua per i serbatoi per far funzionare i servizi igienici che erano solo 2 per 60 persone - ha spiegato il capo missione della barca 'Alex'  Erasmo Palazzotto - . Lampedusa è, dal punto di vista legale, è il porto sicuro più vicino al luogo del salvataggio. Abbiamo detto 'sì' a Malta, ma ci è stato reso impossibile. Avevamo chiesto l'invio di motovedette maltesi per supportare la nostra navigazione".

La nave "Alex dichiara lo "stato di necessità" e fa rotta verso Lampedusa scortata da motovedette

Malta dice "no" alla "Alan Kurdi"

Intanto, Malta ha negato alla nave "Alan Kurdi" l'ingresso nelle proprie acque territoriali. Lo afferma, secondo quanto riporta l'Adnkronos, un portavoce  delle forze armate maltesi all'agenzia Dpa. Le autorità maltesi indicheranno alle forze armate quali azioni intraprendere "se la nave  entrerà nelle acque" territoriali. La decisione della "Alan Kurdi" di far rotta su Malta, dopo essere rimasta al limite delle acque territoriali italiane, era stata presa nella tarda serata di ieri. Una decisione assunta prima che si arrivasse allo "stato di necessità". 

Riferendosi alla vicenda della "Alex" di Mediterranea, Gorden Isler, il capo missione della Alan Kurdi, dice che "è inaccettabile che persone in stato di necessità debbano rischiare di nuovo la loro vita prima che siano portate in un porto sicuro". "Abbiamo salvato persone dalla morte e ora dovremmo essere puniti per questo - ha detto Isler, secondo quanto riporta l'Adnkronos - . Abbiamo visto che il governo italiano è pronto a trattenere le persone soccorse a bordo delle navi mettendo così in pericolo le loro stesse vite. Sosteniamo i nostri colleghi che hanno portato i naufraghi a terra in Italia. La decisione di andare a Lampedusa era quella giusta - afferma - . "È giunto il momento di liberare l'Europa dalla prigionia del ministro dell'Interno italiano" -attacca il capo missione - . 

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