La tragedia di Cattolica, veglia di preghiera per Liborio

Questa sera, al Collegio, a partire dalle 19, verrà commemorato il cinquantenne. Don Nino Giarraputo: "Chi può, venga. Il Signore lo ha accolto in Paradiso". Il funerale si terrà lunedì alle 15,30

Il capannone dove è divampato l'incendio e la vittima Liborio Campione

Cattolica Eraclea è ancora sotto choc. All'indomani della tragedia dell'indigenza e della solitudine che ha ucciso il cinquantenne Liborio Campione, la città - su richiesta dell'arciprete don Nino Giarraputo - si mobilita per non lasciarlo ulteriormente solo.

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"Con i volontari, i responsabili ed i commensali della mensa, assieme a padre Giuseppe ed alle suore - ha scritto don Nino Giarraputo - lo porteremo alla chiesa del Collegio o Batia e resterà lì fino a lunedì, quando faremo il funerale alla chiesa del Rosario. Chi vuole e può - ha aggiunto l'arciprete di Cattolica Eraclea - questa sera faremo una veglia di preghiera al Collegio, alle 19. Noi ci saremo. Chi può, venga. Il Signore lo ha accolto in Paradiso". Il funerale del cinquantenne si terrà, appunto, lunedì alle 15,30.

Fra il tardo pomeriggio di ieri e la serata, nel capannone di contrada Balate, utilizzato per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, è stato all'opera anche il nucleo investigativo anticendi dei vigili del fuoco. Una squadra speciale che si è occupata della ricerca ed analisi di elementi per valutare le cause dell'incendio fornendo supporto all'inchiesta della Procura. La causa più probabile sembrerebbe essere quella del malfunzionamento di una stufetta elettrica posizionata per cercare di riscaldare l'ambiente.

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Certo è che il disoccupato - rientrato da qualche anno a Cattolica Eraclea dopo una parentesi a Milano - viveva, con il suo amato cane, in un luogo tutt'altro che abitabile. Era una persona perbene, "un uomo - ha ricordato l'arciprete - che prima di pensare a mangiare lui, tutti i giorni, pensava a trovar da mangiare per il cane. Liborio era buono, non faceva male a nessuno, - ha aggiunto don Nino - e quel poco che aveva lo divideva con gli altri, quando qualcuno gli donava qualcosa da mangiare lo portava alla mensa per condividerla".   

Anche il sindaco di Cattolica, Nicolò Termine, ieri mattina sul posto della tragedia, ha espresso "grande dolore". A non rassegnarsi, però, sono coloro che davvero hanno conosciuto ed apprezzato le doti umane del cinquantenne: "Sei morto solo, in un immondezzaio trasformato in casa - ha scritto l'arciprete - . Povero Liborio. Alla mensa non verrai più con la tua eleganza e dignità. Ai benpensanti che hanno criticato anche la mensa, sappiate che non si muore di fame oggi, ma di solitudine".   

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