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Strisce pedonali davanti alle scuole, M5s: «Il Comune non programma le proprie attività»

Il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Agrigento, Marcello La Scala, e il figlio Raffaele, attivista del meetup Amici di Beppe Grillo di Agrigento, hanno preso pennello e colore e sono andati davanti ad una scuola della via Regione siciliana per rifare le strisce pedonali che erano scolorite da tempo, raccontano gli stessi. Ne sarebbe seguita una "reazione" del Comune

«Ci siamo accorti che il Comune di Agrigento non aveva ancora provveduto a ritinteggiare le strisce pedonali davanti le scuole, mettendo a rischio l’incolumità di ragazzi e genitori in alcune zone dove intenso è il traffico e che sono prive persino di marciapiedi oltre che di misure di sicurezza per i pedoni».

Per questo il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Agrigento, Marcello La Scala, e il figlio Raffaele, attivista del meetup Amici di Beppe Grillo di Agrigento, hanno preso pennello e colore e sono andati davanti ad una scuola della via Regione siciliana per rifare le strisce pedonali che erano scolorite da tempo, raccontano gli stessi.

«Noi partiamo dalle periferie, come dice il Papa» dichiara La Scala, che su due strisce pedonali ha dipinto col figlio Raffaele anche cinque stelle gialle, firmando l’opera a nome del suo Movimento politico.

Poche ore dopo sullo stesso posto sono arrivati quegli operai del Comune da tanto tempo attesi e invocati e hanno immediatamente cancellato le cinque stelle, lasciando per fortuna le strisce realizzate.

«Ieri, domenica, giornata di riposo per i lavoratori, il Comune ha svegliato e chiamato ad un lavoro extra (e quindi pensiamo pagando lo straordinario) alcuni operai per rifare le strisce pedonali dinanzi le entrate di tutti gli edifici scolastici della città e alcuni vigili a governare il traffico nella zona dei lavori in corso. Meglio tardi che mai - dicono il consigliere comunale La Scala e gli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo di Agrigento -. Morale della vicenda: se solo il Comune programmasse in tempo le sue attività, non ci sarebbe alcun bisogno della nostra azione civica volontaria e tra l’altro avrebbe risparmiato sullo straordinario da pagare ad operai e vigili».

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