La rapina al distributore di carburanti, l'inchiesta punta su Canicattì

Non soltanto la Chevrolet Matiz, utilizzata dai due delinquenti, è risultata essere stata rubata proprio nella città dell'uva Italia, ma ci sarebbero tante analogie con precedenti razzie

Le indagini sembrano puntare su Canicattì. E non soltanto perché la Chevrolet Matiz, utilizzata dai due rapinatori per mettere a segno il colpo al distributore di carburanti Sicilpetroli, è risultata essere stata rubata proprio a Canicattì. Ma anche perché ci sono tante, forse troppe, coincidenze – modus operandi soprattutto – con le rapine realizzate proprio, ai danni dei distributori di carburante, nella città dell’uva Italia. I carabinieri della compagnia di Licata mantengono, indagando su quanto è accaduto nella serata di martedì nei pressi della strada statale 115, il più fitto – anzi categorico – riserbo.

Auto rubata e coltello alla mano: rapinato distributore di carburanti, portati via 5 mila euro

Appare scontato però che è stata già verificata l’eventuale presenza di impianti di video sorveglianza, le cui immagini – se dal caso – verranno passate ben presto in rassegna. Ieri, proseguiva – ad opera degli specialisti dell’Arma dei carabinieri – anche l’analisi degli interni della piccola utilitaria Chevrolet che è stata appunto recuperata e posta sotto sequestro. Appare scontato che i militari stiano cercando qualcosa, qualche indizio, che possa “parlare”. La macchina è stata, del resto, contrariamente in questo caso a quanto è avvenuto in passato a Canicattì, integra. Nessun incendio ha devastato, infatti, gli interni.

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Due i delinquenti che, con il volto coperto e uno armato di un coltellaccio, sono riusciti a portar via circa 5 mila euro. Una somma che è risultata essere coperta, e per fortuna, da polizza assicurativa. 

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