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Cronaca

La morte del diciannovenne Enzo Rigoli, nominati due periti

Il medico legale Dino Maria Tancredi e il chirurgo Innocenzo Bertoldi dovranno fare luce sulle cause del decesso

Le operazioni dei periti sono iniziate direttamente oggi, nei prossimi giorni ci sarà anche un incontro a Roma con i consulenti di parte e il 7 maggio riferiranno in aula. Il giudice monocratico Alessandra Tedde detta i tempi per tentare di concludere rapidamente, in considerazione del fatto che alla fine del mese prossimo sarà trasferita, il processo per la morte del diciannovenne Enzo Rigoli, deceduto il 16 dicembre del 2012 per uno choc emorragico in seguito a un incidente stradale autonomo con la sua Citroen C3 in contrada Gasena.

Lo sfogo della madre: "Si arrivi a una sentenza nel nome della verità"

Nelle scorse settimane Michela Frasca, madre dello sfortunato ragazzo, aveva lanciato un appello al giudice chiedendo che non si azzerasse il processo e si facesse presto visto che la prescrizione non è lontana. Questa mattina è stato conferito l’incarico ai due professionisti che avranno il compito di studiare l’intera documentazione e valutare se l’operato dei medici dell'ospedale San Giovanni di Dio è stato corretto. Il medico legale Dino Maria Tancredi e il chirurgo Innocenzo Bertoldi, già oggi, hanno iniziato le operazioni. Il 5 maggio è prevista la consegna della relazione e, due giorni dopo, sarà discussa in aula in contraddittorio fra le parti. Gli imputati, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, sono l'ex primario del reparto di chirurgia Salvatore Napolitano e il medico dello stesso reparto Sergio Sutera Sardo.

Il giudice mette a confronto tutti i consulenti di parte

Al primo viene contestato di essere arrivato in sala operatoria due ore dopo essere stato chiamato (l'imputato, residente a Gela, ascoltato in aula, ha dato la colpa al maltempo) mentre Sutera Sardo, secondo l'accusa, avrebbe dovuto intervenire chirurgicamente per tamponare l'emorragia nell'attesa che venisse il primario. Le posizioni di altri quattro medici, inizialmente indagati, sono state archiviate. Le tesi dei consulenti di parte sono diametralmente opposte. Per questo il giudice, in un primo momento, aveva pensato di chiarire i dubbi mettendoli a confronto. In seguito, però, è tornata sui propri passi e ha deciso per la nomina di due periti.

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