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Lunedì, 17 Giugno 2024
Tribunale

La messinscena dell'aggressione con l'acido, cinquantenne chiede al giudice di essere sentita

La donna, a sua volta rimasta ustionata in una parte del volto, dopo averlo accusato e fatto arrestare, è finita in carcere per calunnia e lesioni gravissime: al processo chiede di riferire la sua versione al giudice

La cinquantenne Silvana Sfortuna, di Palma, accusata di avere aggredito con l'acido il marito 48enne simulando poi un'aggressione ai suoi danni, chiede di essere interrogata in aula. È questa la strategia processuale del difensore, l'avvocato Giuseppe Vinciguerra, dopo che il gip Iacopo Mazzullo ha disposto il rito immediato saltando così l'udienza preliminare. Il processo con rito abbreviato si 

Sfigurata con l'acido dal marito? Clamorosa svolta nell'inchiesta: arrestata la donna

La donna è accusata di calunnia e lesioni con sfregio permanente. La cinquantenne, a sua volta, è rimasta sfigurata in una metà del volto in quello che sarebbe stato un tentativo di difesa da parte dell'uomo. 

Il marito della donna, rimasto per settimane in ospedale in gravissime condizioni, che ha riportato danni sparsi in tutto il corpo, si costituirà parte civile con l'assistenza dell'avvocato Calogero Sferrazza.

L'uomo, che non è mai andato di fatto in carcere perché è stato ricoverato per mesi al centro grandi ustioni dell'ospedale Cannizzaro di Catania, si difese da subito sostenendo di non avere neppure toccato la bottiglietta che conteneva l'acido. 

VIDEOINTERVISTA. Parla la donna sfigurata con l'acido: "Lo contattavo per avere le prove"

L'episodio risale al 5 dicembre. La donna aveva raccontato di essere fuggita in una struttura protetta dopo avere subito violenze e maltrattamenti insieme alla figlia nata da un precedente matrimonio. Quella mattina, sempre secondo la versione della presunta vittima ormai smentita, aveva commesso l'imprudenza di contattarlo per concordare la consegna di alcuni oggetti della figlia che erano rimasti nell'abitazione ed era stata aggredita con dell'acido.

A comprare la borraccia, come provato dall'esame delle telecamere di videosorveglianza, sarebbe stata la donna. Ulteriori riscontri sarebbero arrivati dalle intercettazioni e da altri atti di indagine.

La stessa donna, che ha riportato ustioni al viso, seppure meno gravi, nel tentativo di difesa del marito, ha ammesso di essersi inventata tutto e di averlo aggredito provando a giustificare il gesto con alcuni episodi di violenza che avrebbe subito da parte del marito. La procura le contesta adesso la premeditazione. Il processo con rito abbreviato è stato fissato per il 20 maggio davanti al giudice Giuseppe Miceli. 

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