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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca

La Mendola: "Agrigento sempre più tagliata fuori dai corridoi euro-mediterranei"

Il presidente della fondazione “Architetti nel Mediterraneo” interviene sulla decisione del...

"Mentre i parlamentari degli stati del Mediterraneo ci onorano della loro visita, durante la quale avranno potuto apprezzare le straordinarie risorse culturali ed ambientali della nostra terra, la Sicilia e la Provincia di Agrigento vengono sempre più tagliate fuori dai percorsi euro-mediterranei". A lanciare l’allarme è il presidente della fondazione “Architetti nel Mediterraneo” (Amf) e vicepresidente nazionale degli Architetti Rino La Mendola.

"La recente decisione del Parlamento nazionale di rinunciare al finanziamento del ponte di Messina - sottolinea La Mendola - conferma in modo chiaro  il progetto, già  annunciato dalla Commissione europea con il programma “Europa 2020”, di  accantonare il corridoio europeo dell'Alta velocità Berlino-Palermo, che sarà sostituito con il corridoio Helsinki-La Valletta, lungo un percorso  che taglierebbe fuori l’Italia meridionale e la Sicilia dai tracciati europei,  mortificando il sogno di Agrigento Porta d’Europa sul Mediterraneo. Infatti il nuovo corridoio Helsinki-La Valletta ricalca il vecchio corridoio  Berlino-Palermo sino a Napoli, dove il tracciato devia verso est sino a raggiungere Bari, che diventa lo sbocco a mare del corridoio, implementando  i rapporti ed i collegamenti con i Paesi dell’Est. Il percorso continua sul Mediterraneo, aggirando, ignorando e mortificando la Sicilia sino a raggiungere Malta (La Valletta) che viene  proposta quale cerniera euro-mediterranea al posto della Sicilia. E’ soprattutto la provincia di Agrigento - continua La Mendola - ad essere tagliata fuori dalla grande comunicazione e dai  programmi  varati per colmare il gap infrastrutturale del sud.  Peraltro l’abbandono del Ponte di Messina, sarebbe una sconfitta bruciante non tanto di una parte politica anziché un’altra, ma sarebbe la sconfitta dei cittadini, che hanno assistito, negli ultimi 40 anni, ad un balletto inconcepibile, che ha visto il ponte già accantonato e rilanciato sin dal 1971 da ben 33 governi (in dodici legislature), che hanno speso, a questo punto   inutilmente, fiumi di denaro, di cui una modesta parte sarebbero bastati per  realizzare infrastrutture importanti come  l’aeroporto di Agrigento o il dragaggio ed il potenziamento del porto di Porto Empedocle, che oggi non consente l’approdo delle grandi imbarcazioni mercantili e da crociera che transitano nel Mediterraneo, lasciando che la Sicilia ed in particolare la Provincia di Agrigento perda la grande occasione di  fruire dell’impulso socio-economico che garantirebbero le soste delle navi da crociera e dei grandi mercantili provenienti dall’Est ed in transito nel Mediterraneo,  i quali oggi, per raggiungere i Paesi del Nord, attraversano il Canale di Suez, lambiscono la nostra costa, ignorandola, attraversano lo stretto di Gibilterra e, girando al largo della penisola  iberica, raggiungono i Paesi del Nord Europa, mortificando la nostra felice collocazione nel Mediterraneo e sostenendo costi otto volte superiori  rispetto a quelli necessari per  attraccare in un porto siciliano e raggiungere i Paesi del Nord, attraverso  efficienti collegamenti aerei o, per le merci, su   veloci  percorsi  ferrati o gommati. Torniamo dunque a lanciare un appello alla classe politica siciliana e soprattutto a quella agrigentina, oggi egregiamente rappresentata a tutti i livelli - conclude La Mendola - affinché il Corridoio Berlino-Palermo venga rilanciato ed affinché la nostra terra, oggi ridotta al ruolo di 'profondo sud del vecchio continente', venga concretamente dotata delle infrastrutture necessarie per il suo rilancio quale cerniera  euro-mediterranea, sia dal punto di vista commerciale che da quello socio-culturale, etnico e politico".

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