Una fermata per Roma, l'agrigentino Pietro Fattori: "Sono legato alla mia terra"

Il giornalista vive e lavora nella capitale da tre anni, oggi ha realizzato il suo grande sogno

Pietro Fattori

Sei un attore, imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Una chiamata importante, ricevuta direttamente dal direttore generale della fondazione delle Ferrovie dello Stato. Una proposta accettata che negli anni è diventata un vero stile di vita. Il nostro volto della settimana è quello di Pietro Fattori. Giornalista di professione che vive e lavora a Roma. Pietro, contribuisce alla promzione dell'immagine delle Ferrovie dello Stato. La valigia è diventata una "nuova casa", ed i vagoni un punto di partenza.  Pietro è un agrigentino doc, ama la sua terra ed un giorno spera di tornare. 

Ciao Pietro raccontaci la tua storia?

"Ho iniziato intorno alla metà degli anni '90, ancor liceale, ad appassionarmi al giornalismo e alla ricerca storica - passioni che più avanti mi hanno spinto ad iscrivermi e a laurearmi in Filosofia -  curando la redazione dei primi bollettini di informazione in ambito studentesco, per poi collaborare via via con altre testate locali fino ad arrivare a Teleacras, dove sono rimasto circa un decennio, e infoAgrigento che ho diretto per tanti anni. Parallelamente ho lavorato come esperto in comunicazione per numerosi enti, organizzazioni culturali e aziende.

Vivo a Roma da 3 anni e mezzo: nel 2017 sono stato chiamato dal direttore generale della fondazione delle Ferrovie dello Stato, con cui già lavoravo ad Agrigento, per contribuire alla promozione dell'immagine dell'azienda in un momento cruciale di crescita ed importanti investimenti all'orizzonte. Nel breve volgere di pochi anni, la nostra squadra ha costruito una eccellenza nell'ambito del turismo, come riconosciuto anche dal Ministero per i Beni, le Attività Culturali e per il Turismo. Oggi all'interno della fondazione FS sono il responsabile della comunicazione: oltre alle attività di ufficio stampa, mi occupo dell'organizzazione di eventi, della gestione dei canali social, delle relazioni con le altre strutture di comunicazione del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane con cui costruiamo iniziative culturali ed istituzionali in tutto il Paese".

Ti manca la tua città?

"Il mio lavoro mi consente di viaggiare molto e, fortunatamente, capita spesso di tornare ad Agrigento dove la Fondazione FS gestisce una delle 10 linee ferroviarie turistiche nazionali, ovvero la ferrovia dei Templi Agrigento - Porto Empedocle. Sono molto legato alla mia terra: quando possibile torno a vivere la vita di quando ero adolescente a fiondarmi in ogni angolo del centro storico, tra gli ipogei, le campagne desolate e fascinose, i borghi della provincia, le spiagge sconosciute ai più".


In cosa, secondo te, deve migliorare la tua città?

"Facendo il cronista ad Agrigento per tanti anni, ho avuto modo di raccontare problemi e contraddizioni che hanno trascinato la città dei templi in coda a tutte le classifiche nonostante l'inestimabile patrimonio artistico, monumentale e naturalistico che possiede e che dovrebbe essere la chiave di volta del suo sviluppo. Credo che la città debba puntare, con convinzione, alle sue eccellenze migliori, spesso ingiustamente emarginate e totalmente escluse dalla gestione della res pubblica; inoltre sarebbe ora di lasciarsi alle spalle modelli di sviluppo fallimentari e costruire il futuro utilizzando criteri di sostenibilità, riuso dell'esistente, valorizzazione concreta: proteggere il patrimonio edilizio storico eliminando quante più superfetazioni e brutture possibili, trasformando il cuore antico della città di Agrigento in un grande e accogliente hub dove i turisti possano soggiornare e da qui dirigersi alla scoperta di una provincia meravigliosa che, al di là della valle dei templi, nasconde tesori inestimabili di archeologia industriale, siti naturalistici di impareggiabile bellezza, sapori e tradizioni millenarie".

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Di guardare sempre alle proprie radici e di amare e difendere la città a differenza di quanto fatto dalle generazioni precedenti che hanno assistito in silenzio alla penosa stagione del sacco edilizio i cui esiti, ancora oggi, ne condizionano pesantemente lo sviluppo".
 

Sogni di tornare?

"Al momento i miei obiettivi professionali mi proiettano lontano dalla Sicilia. Ma un giorno sento che tornerò stabilmente nella mia Agrigento"
 

Qual è il tuo più grande sogno professionale?

"Rivedere tanti territori, la cui economia è stata compromessa dalla crisi economica e dallo spopolamento, rinascere grazie al turismo ferroviario. In Italia abbiamo raggiunto questo obiettivo in diverse regioni, in particolare in Abruzzo con la ferrovia transiberiana: qui tanti giovani sono tornati nei loro borghi natii per governare i flussi di turisti che, ogni weekend arrivano a bordo dei treni storici e turistici, avviando iniziative imprenditoriali nel campo della ristorazione, della ricettività e dell'escursionismo. Speriamo di riuscire a realizzare questo modello di sviluppo slow anche in Sicilia. E ad Agrigento in particolare". 

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