In volo verso il mondo, l'agrigentina Dila Sanfilippo: "Niente è come casa"

Una vita in viaggio, un lavoro che riempie il petto di soddisfazioni. Un percorso importante che ti porta lontano, ecco la storia del nostro volto della settimana

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Sei un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Girare il mondo, trovare posti e assaporare mille culture: belle, diverse tra loro. Una vita in viaggio, pensando a casa. Quel posto che regala spensieratezza ed una tavola piena di cibo buono. I sapori di una città che, nonostante tutto, rimane sempre il posto nel mondo dove voler ritornare. Il nostro volto della settimana è un’agrigentina doc, lei è Dila Sanfilippo, assistente di volo che oggi fa base a Roma, ma che ha vissuto in Irlanda e Gran Bretagna. Ecco la sua storia

Ciao Dila raccontaci la tua storia 

"Ho dovuto lasciare la mia città per motivi di studio, iscrivendomi alla facoltà di lingue presso l'ateneo di Catania. Un primo fatto penalizzante è quindi che Agrigento non offra la possibilità a molti giovani di proseguire gli studi dopo il liceo. Ovviamente, una città che penalizza l'istruzione non può e non potrà mai essere una città lavorativamente produttiva. Così, non appena si è presentata l'occasione, ho effettuato un colloquio all'estero per diventare assistente di volo, iniziando la carriera dei miei sogni prima in Irlanda,poi in Gran Bretagna ed infine in Italia. Oggi abito e lavoro a Roma per un'altra compagnia aerea presso l'aeroporto di Fiumicino".

Ti manca la tua cittá?

"L'esperienza all'estero è stata un grande motivo di crescita prima personale e poi professionale. 
L'entusiasmo di confrontarmi con culture, lingue, costumi e tradizioni differenti mi ha condotta pian piano verso la grande consapevolezza di quello che sono, di quanto importante sia il posto da cui provengo, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Man mano che visitavo posti nuovi e man mano che conoscevo gente nuova, rivalutavo i '' miei posti '' e la '' mia gente".

Viaggiare è importante anche perché regalandoci altre prospettive ci permette  di apprezzare meglio casa. Non c'è voluto molto perché io sentissi la mancanza della mia terra e dei miei affetti. Tutt'oggi ne soffro terribilmente la lontananza nonostante abiti a Roma e non più all'estero"

Cosa cambieresti della tua città?

 "Della mia città cambierei la mentalità corrotta e menefreghista e la totale noncuranza verso gli spazi pubblici e i siti di interesse turistico. Cambiando politica si valorizzerebbe il nostro territorio, ci sarebbero maggiori opportunità lavorative, e la gente potrebbe finalmente investire in questa città anziché altrove, come spesso accade".

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Il consiglio per i giovani agrigentini è di impegnarsi al massimo per perseguire i proprio obiettivi professionali e di mettersi a disposizione di questa città, nella speranza che questa fuga di cervelli, di forza lavoro e di gioventù trovi una battuta d'arresto. È vero che in una realtà come la nostra bisogna faticare almeno il doppio, ma la soddisfazione di potere lavorare nel posto che più si ama è impagabile. E questo non dovrebbe essere un privilegio di pochi ma un diritto di tutti".

Sogni di tornare?

"Io sogno ogni giorno di tornare, di vivere nella semplicità della mia città, dove siamo tutti amici, dove ogni angolo è un ricordo, dove il rumore del mare fa sempre compagnia e dove la tavola è sempre ricca di buon cibo. Perché più giro il mondo e più mi rendo conto che il mondo è casa mia".

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