Il riscatto e la rinascita, Andrea Mendola: "Non vedevo futuro adesso tutto è cambiato"

Il nostro volto della settimana è agrigentino ed ha 38 anni. Tante porte sbattute in faccia per poi ricevere un grande notizia

Andre Mendola

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Tante rinunce, la schiena dritta ed una laurea in tasca. Il profumo degli agrumi di Sicilia e la storia di Leonardo Sciascia che insegna e segna. Un lungo cammino che ti porta, a denti stretti, lontano dalla tua terra e dalla tua famiglia. Un posto fisso che non profuma di regalo, ma di sacrifici e porte sbattute in faccia. L’aereo preso di notte, la testa che fa rumore ed una nuova vita. Il volto della settimana si chiama Andrea, è agrigentino ma oggi vive lontano.   

Ciao Andrea, raccontaci la tua storia

"Mi chiamo Andrea e ho 38 anni, sono nato ad Agrigento ma sono residente a Racalmuto, il paese della ragione, il paese di Leonardo Sciascia. Come tanti miei amici sono andato via dalla nostra terra. Dopo aver conseguito la laurea triennale in scienze politiche, ho provato a cercare un lavoro, ma non è stato per niente facile. Volevo andare via perché sapevo che la nostra regione offriva ben poco, così ho provato con i concorsi e diversi colloqui al nord ma anche lì ho avuto parecchie porte sbattute in faccia. Ho vissuto un periodo buio, non vedevo spiragli, non vedevo vie di uscite. Mi sono rimboccato le maniche, ho azzerato tutto e ho iniziato a fare il badante, lavoravo in nero. Umiliazioni, senza diritti, senza futuro. La svolta è avvenuta nel 2014, quando ho ricevuto la prima mail da parte di una scuola del trevigiano. La domanda per collaboratore scolastico, l'ho sempre fatta ma non mi avevano mai chiamato. Così ecco riaffiorare la speranza: in me si era accesa una nuova luce. Senza pensarci tanto ho preso quell'aereo, di domenica e in piena notte. Ho dormito in aeroporto e ho pregato affinché tutto andasse per il verso giusto. La mattina seguente quando giunsi a scuola, mi accorsi che eravamo stati convocati in tanti per pochi contratti che subito furono assegnati, ma non a me. Stavo per andarmene via, ancora una volta deluso, quando il dirigente scolastico mi richiamò: 'La persona prima di lei ha rifiutato le 12 ore di supplenza, che fa accetta?'. Dissi di sì e da lì iniziò tutto quanto. Posti nuovi, gente diversa e pochi soldi per pagare l'affitto: fu dura ma ho resistito, in me ha avuto la meglio la voglia di farcela con le proprie forze e le proprie capacità. Ogni anno fu un'avventura diversa, ma fu sempre un crescendo. Fino al 27 agosto del 2019 quando a Treviso ho firmato il contratto definitivo, quello a tempo indeterminato. Ho provato una grande emozione specialmente quando ho ripensato a tutto il mio percorso, alla mia famiglia, alla voglia di stabilità e di sicurezza economica. La Sicilia è bella e ricca ma mi ha fatto soffrire, invece a Vittorio Veneto sono rinato. Da tre anni lavoro nella stessa scuola, la primaria Marco Polo ed ho un bellissimo rapporto con i colleghi, le maestre, i bambini e i genitori. In veneto ho trovato tante soddisfazioni e un grande senso di utilità".

Andrea, qual è il tuo prossimo obiettivo?

"Crescere ancora, magari da collaboratore scolastico diventare assistente amministrativo, che è un profilo più vicino al mio corso di laurea. Per ora sono felice così, ho avuto il mio riscatto, un traguardo è stato raggiunto".

Sogni di tornare?

"Non so se un giorno ritornerò in Sicilia, per ora il mio prossimo obiettivo è quello di crescere professionalmente e per farlo devo ancora rimanere lontano. Nell'Agrigentino c'è tutta la mia famiglia quindi non escludo un ritorno".

Cosa consigli ai giovani della tua terra?

"Di non mollare mai, di non abbattersi, di sperare sempre. Ci vuole tanta pazienza, tanta tenacia ed una dose di fortuna. Bisogna tenere duro e farsi forza se si vogliono raggiungere alcuni obiettivi".

 Quale è il tuo più grande desiderio?

"In questo momento sono felice e tranquillo, ho avuto il mio riscatto e la mia rinascita, il traguardo del posto fisso è stato raggiunto".

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