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Andrea Costa

Andrea Costa

I passi decisi fino in Polonia, Andrea Costa: "Agrigento mia cambia mentalità"

Un tatuaggio sul braccio con su scritto 92100 e l'ambizione di non voltarsi indietro mai. Il 30enne vive all'estero a due passi da Cracovia

Sei un attore, imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Una strada lunga, a volte tortuosa, che porta fino in Polonia. Partito da Agrigento a piccoli passi, catapultato dentro una realtà nuova. Un posto diverso, con abitudini e metodi da assimilare in fretta. Il nostro volto della settimana si chiama Andrea Costa ed è un agrigentino doc.  

Ciao Andrea, raccontaci la tua storia

"Faccio il financial controller in un'azienda italiana nel campo dell'automotive in Polonia, forniamo direttamente a colossi come FCA, Volkswagen, Skoda e BMW. Mi sono trasferito a milano alla 'tenera età' di 19 anni, un po' come tutti gli studenti in fuga dalla sicilia in cerca di sane ambizioni.Dopo gli studi ho iniziato a lavorare a Milano, e solo dopo 2 anni iniziai ad accorgermi che non solo la sicilia.. ma l'Italia mi stava proprio stretta. Io credo che in italia (ancor più in Sicilia) il lavoro sia poco valorizzato, ci si aspetta sempre qualcosa in cambio di nessuna gratificazione. Il che capisci bene che è frustrante. Con il lavoro, iniziai ad avere la mia indipendenza economica (finalmente!) e iniziai a viaggiare girovagando un po' per l'europa. Ero stato a cracovia nel Luglio del 2019, di cui me ne innamorai follemente e così decisi di cercare un'azienda italiana (perchè gli stipendi del luogo sono veramente bassi) vicino la bellissima Cracovia. Ricordo che feci i colloqui mentre ero in ferie, in riva al mare a Lampedusa. Dopo 1 mese e mezzo ero già in Polonia. Acta non verba. Mi sono buttato, e oggi, dopo 1 anno e mezzo non posso proprio lamentarmi. Il mio stile di vita è totalmente cambiato da quando vivo qui: potere di acquisto di gran lunga superiore, vita sociale senza precedenti... per non parlare anche delle belle polacche. Per tutto ciò ringrazio i miei, perchè sono stati loro che, ormai quasi 8 anni fa, mi spinsero ad iscrivermi ad un'università del nord italia". 

Ti manca la tua città?

"Mentirei se dicessi che la mia città mi manca, sicuramente mi manca la famiglia, mi mancano gli amici, il mare e la mia valle dei templi. Torno giù una volta all'anno (già da quando vivevo a Milano, non ho mai sentito il bisogno di tornare spesso) e ciò mi basta, credo che quando l'assenza è prolungata, il desiderio è maggiore. Quando poi, come in questo periodo, il termometro segna -15 gradi e guidare in strada è come giocare una partita di Hockey sul ghiaccio il desiderio di casa si amplifica".

Sogni di tornare?

"Se sogno di tornare? Sicuramente sì, ma le condizioni lavorative attuali non credo mi permettano ciò nel breve-medio periodo, e dato che sono una persona molto realista, credo che tornerò a vivere in sicilia solamente al termine della mia carriera lavorativa. Ad agrigento non c'è spazio per i sognatori. Non voletemi male, ma è la realtà dei fatti. Io sono follemente innamorato della mia città, talmente innamorato che ho deciso di tatuarmi le iniziali della mia famiglia ed il "92100" sul braccio, non per ricordare a me stesso da dove vengo, ma per portare la mia casa sempre con me. Perchè credo che nella vita si possa cambiare casa e girare il mondo centinaia di volte, ma la vera casa è solamente una".

In cosa secondo te dovrebbe migliorare la tua città?

"Non sto qui a citare i trasporti, infrastrutture, burocrazia etc.. ma semplicemente la mentalità. Per questo consiglio ai miei coetanei di andar via e di assaporare l'estero, e poi ritornare in sicilia con una mentalità di larghe vedute ed un bagaglio culturale fortemente più ampio. Bisogna uscire dalla propria comfort zone per diventare qualcuno ed essere d'aiuto alla comunità".

Qual è il tuo più grande sogno professioale?

"Il mio più grande sogno professionale è diventare direttore finanziario di una multinazionale, ma per far ciò sono necessarie le hard skills (che acquisisci con l'esperienza lavorativa) e le soft skills (che rafforzi con l'esperienza personale), e proprio per le ultime che mi vien da dire 'oggi mi trovo in Polonia... fra qualche mese... probabilmente da qualche altra parte del mondo covid permettendo". 

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