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Il tribunale di Agrigento

Il tribunale di Agrigento

La frana del viale della Vittoria, sfollati chiedono nuove indagini

Il legale di parte civile: "Accertare cosa abbiano comportato le perdite idriche e verificare altre responsabilità"

“Accertare se c’è stato un nesso fra la frana e le infiltrazioni d’acqua provocate dalle perdite idriche di Girgenti Acque e dalla rottura delle vasche di accumulo dell’Asp”. E poi ancora: “Verificare, visto che il dirigente dell’Utc imputato sostiene di non avere avuto queste mansioni, se sussistono altre responsabilità fra gli uffici di Protezione civile e pubblica incolumità del Comune”.

L’avvocato di parte civile Alfonso Neri, che rappresenta alcuni sfollati delle abitazioni del viale, evacuate il 5 marzo del 2014 per il crollo di un costone sul palazzo, ha chiesto al giudice, anche per conto del collega di studio Salvatore Pennica, che peraltro oltre a rappresentare condomini ed esercizi pubblici evacuati è uno dei proprietari delle case evacuate, due nuovi atti di indagine suppletiva. Inoltre è stato chiesto di chiamare in garanzia al processo la società Crea e il Comune di Agrigento. A tutte le richieste si è opposto il pubblico ministero Andrea Maggioni che ha chiesto il rinvio a giudizio, per l’accusa di disastro colposo, nei confronti dell’ex sindaco Marco Zambuto, del dirigente dell’Utc Giuseppe Principato e dei presunti proprietari dei terreni prospicienti al costone che ne avrebbero provocato il crollo non provvedendo a controllare il flusso di acque. Si tratta di Maria Isabella Sollano, 75 anni, e dei figli Valentina e Oreste Carmina, 49 e 46 anni.

Il gup Alfonso Malato, davanti al quale è in corso l’udienza preliminare, si è riservato di decidere rinviando al 3 novembre. 

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