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Totò Lo Dico

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Joppolo Giancaxio, un libro per ricordare i caduti in guerra

Il libro, composto di 165 pagine, contiene la descrizione della vita dei 14 joppolesi caduti nella I guerra mondiale e dei 19, nella II guerra mondiale, con le relative foto e con i relativi fogli matricolari.

Tra le tante iniziative realizzate in occasione della Festa del IV novembre, quella realizzata a Joppolo Giancaxio merita un plauso, sia per l’originalità come anche per il profondo significato.

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Lo Dico, dopo mesi di lavoro e di ricerca, ha realizzato un libro dal titolo: “Onore ai Caduti”, per rendere  omaggio ai concittadini caduti in tutte le guerre. Il libro è composto di 165 pagine e contiene la descrizione della vita dei 14 joppolesi caduti nella I guerra mondiale e dei 19, nella II guerra mondiale, con le relative foto, con i relativi fogli matricolari che descrivono dettagliatamente tutti gli spostamenti e le battaglie alle quali hanno partecipato.

Stampate vi sono anche le lettere che alcuni di essi hanno scritto alle loro famiglie e che sono state gelosamente custodite e conservate, nonostante siano trascorsi quasi settanta anni.

“È un lavoro – ha spiegato il sindaco Lo Dico - realizzato grazie alla collaborazione di tante persone che ringrazio sentitamente. Ritengo questo atto un dovere morale e civile da parte di chi esercita una funzione politica, come quella di sindaco, che, nella sua carica deve incarnare i valori di uno Stato democratico, uno  Stato che ama la pace. A questo ricordo – continua Lo Dico - non può sottrarsi tutta la comunità civile, politica e religiosa di questo nostro paese, perché il motivo della celebrazione eleva, questi nostri fratelli, al rango di vittime ignare di una guerra, che è stata voluta e diretta da altri, che si è rivelata disastrosa, con un fallimento delle finalità per cui è stata voluta. Il motivo per cui ricordiamo i nostri concittadini caduti in guerra, fa sì che essi non appartengano più alle loro famiglie di origine, ma alla grande famiglia umana di coloro che si sono sacrificati per un ideale e per il bene della Patria. Il ricordo della loro morte, fa sprigionare, dentro ciascuno di noi, un desiderio ed un augurio che non avvenga più la guerra infame”.

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