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centro di compostaggio

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Joppolo Giancaxio, sequestro del centro di compostaggio: le precisazioni del titolare

Il proprietario dell'impianto ha tenuto a far sapere che l'impianto continua a essere funzionante e che l'area sottoposta a sequestro è esterna rispetto alla zona operativa

A proposito del presunto sequestro del centro di compostaggio a Joppolo Giancaxio, messo in atto dagli agenti della Polizia provinciale, il titolare dell’azienda ha voluto far chiarezza sull’accaduto. 

«Voglio precisare – ha detto – che l’area sottoposta a sequestro dagli agenti della Polizia provinciale si trova in una zona esterna all’impianto, dove era stato accumulato del materiale già lavorato e finito e pronto per la commercializzazione.

L’impianto, che occupa un’area ben superiore, non è stato invece interessato da alcun provvedimento restrittivo e infatti stiamo lavorando regolarmente. Anche per quanto riguarda l’area sottoposta a sequestro, stiamo cercando di far valere le nostre ragioni con le autorità competenti e abbiamo immediatamente presentato ricorso contro il provvedimento.

Ribadisco che il materiale sottoposto a sequestro aveva già ultimato tutte le fasi di lavorazione ed era già pronto per essere venduto e quindi, a nostro avviso, così come previsto dalle regole in materia, - conclude il titolare del centro di compostaggio - poteva benissimo essere stoccato in quell’area. Di questo, in ogni caso, si occuperanno le autorità competenti, ma qui mi preme soprattutto comunicare, per non dover subire ulteriori danni, che l’impianto è perfettamente funzionante e i miei abituali clienti possono sempre contare sulle nostre prestazioni».

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