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ciclo compost

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Joppolo Giancaxio, non convalidato il sequestro di un’area del centro di compostaggio

I responsabili dell'azienda hanno da subito sostenuto che ogni operazione viene compiuta in piena osservazione delle leggi vigenti in materia, così come l'accumulo del compost in quell'area di stoccaggio

Su decisione dei giudici del Tribunale di Agrigento, agenti della Polizia Provinciale e personale dell’Arpa hanno notificato al proprietario del centro di compostaggio di Joppolo Giancaxio che il sequestro preventivo di un’area adiacente al centro è da considerarsi nullo. 

Si chiude così, definitivamente, una vicenda che ha creato, a detta del proprietario, parecchi problemi e qualche danno economico all’azienda. 

Ricordiamo che, circa due settimane addietro, gli agenti della Polizia provinciale avevano posto i sigilli su un’area dove viene stoccato il prodotto finito della lavorazione, in attesa di essere commercializzato.

I responsabili dell’azienda hanno da subito sostenuto che ogni operazione viene compiuta in piena osservazione delle leggi vigenti in materia, così come l’accumulo del compost in quell’area.

Adesso è arrivata la decisione del Giudice che rende giustizia all’operato dei responsabili dell’azienda joppolese. 

Sapevamo sin da subito – ci ha detto il responsabile del centro di compostaggio – di essere nel giusto e che la decisione di porre i sigilli su quell’area era immotivata, in quanto non sussistevano i presupposti per operare il sequestro. 

La vicenda ci ha creato parecchi problemi, sia con i nostri fornitori, sia con i clienti.

Voglio ancora una volta ribadire – ha aggiunto il proprietario – che tutto il ciclo produttivo e i processi di lavorazione avvengono nel pieno rispetto delle norme. 

Tutti i rifiuti in entrata vengono analizzati e certificati da laboratori esterni abilitati e su di essi anche noi effettuiamo le nostre controanalisi. 

Da noi arrivano rifiuti organici, umido proveniente dalla raccolta differenziata e scarti di potature per la quasi totalità materiale fornito da enti pubblici, quindi nessuna provenienza dubbia, come qualcuno ha arbitrariamente affermato.

Il nostro prodotto finito è un compost di ottima qualità che viene usato in agricoltura ed è sempre più richiesto dagli addetti ai lavori. 

Perciò – ha concluso il proprietario dell’azienda di compostaggio – voglio rassicurare tutti i miei partner commerciali che stiamo continuando a lavorare a pieno regime, non abbiamo in alcun modo contravvenuto ai dettami e alle leggi che regolano la nostra attività e che continueremo, come sempre, a lavorare nel rispetto delle norme”.    
  

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