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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

"Abusi edilizi nel castello settecentesco", associazione ambientalista chiede di costituirsi parte civile

Sotto accusa l'ex sindaco di Agrigento e attuale consigliere Calogero Firetto e il fratello Mirko. L'udienza slitta per una omessa notifica ma l'ente annuncia l'intenzione di entrare nel processo

La nuova associazione ambientalista "Giosuè Arnone" chiede di costituirsi parte civile al processo sui presunti abusi edilizi al Castello Ducale di Joppolo Giancaxio. L'ente ha annunciato l'intenzione di entrare nel processo dando mandato all'avvocato Daniela Principato di rappresentare i propri interessi.

La prima udienza, davanti al giudice Sabrina Bazzano, a carico dell'ex sindaco di Agrigento e Porto Empedocle, e attuale consigliere comunale di Agrigento, Calogero Firetto e del fratello Mirko, tuttavia è stata rinviata per una mancata notifica e la questione sarà, quindi, riproposta all'udienza del 24 giugno.

Secondo il pubblico ministero Chiara Bisso una vecchia residenza settecentesca sarebbe stata trasformata in un castello, per nozze vip e non solo vip, con abusi edilizi e permessi illegittimi. I due imputati sono ritenuti i proprietari dell'immobile di Joppolo Giancaxio e i commitenti delle opere realizzate a partire dal 2011.

I difensori - gli avvocati Angelo Farruggia, Gaetano Caponnetto, Vincenzo Caponnetto e Antonino Reina - potranno, in alternativa al dibattimento, scegliere un giudizio alternativo.  L'inchiesta, secondo quanto viene ipotizzato, avrebbe accertato la realizzazione di opere abusive, sia all'interno che all'esterno, legate al restauro del Castello Colonna, vecchio complesso monumentale di Joppolo Giancaxio risalente ai primi del Settecento, che la famiglia Firetto ha acquistato una decina di anni fa per restaurarlo e destinarlo a banchetti nuziali.

Il castello è definitivamente sotto sequestro da circa un anno dopo il pronunciamento della Cassazione. La trasformazione della struttura, secondo quanto viene ipotizzato, sarebbe avvenuta in violazione di norme edilizie e urbanistiche. Fra le principali violazioni viene indicata la realizzazione di un ampio parcheggio costruito dopo "significativi sbancamenti, terrazzamenti, camminamenti e scalinate con alterazione della configurazione estetica e morfologica del paesaggio originario".

E' proprio questa la principale accusa mossa dal pm che contesta - attraverso la realizzazione di diversi manufatti, costruzioni e strutture - "la radicale e integrale trasformazione dell'immobile e la modifica della destinazione d'uso". 

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