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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

"Abusi edilizi nel castello settecentesco", a giudizio l'ex sindaco e il fratello

La Procura manda a processo, con la procedura della citazione diretta, Calogero e Mirko Firetto: la struttura adibita a banchetti nuziali è da tempo sotto sequestro

Una vecchia residenza settecentesca trasformata in un castello, per nozze vip e non solo vip, con abusi edilizi e permessi illegittimi: è l'ipotesi della Procura della Repubblica di Agrigento che ha mandato a processo i proprietari dell'immobile di Joppolo Giancaxio, ritenuti committenti delle opere realizzate a partire dal 2011.

Si tratta dell'ex sindaco di Agrigento e Porto Empedocle, e attuale consigliere comunale di Agrigento, Calogero Firetto e del fratello Mirko. Il pubblico ministero Chiara Bisso ha disposto la citazione diretta: in sostanza, trattandosi di reati con una pena prevista che non supera i 4 anni non è previsto il filtro dell'udienza preliminare ma è direttamente la Procura a citare a giudizio.

I difensori - gli avvocati Angelo Farruggia, Gaetano Caponnetto, Vincenzo Caponnetto e Antonino Reina - potranno, in alternativa al dibattimento, scegliere un giudizio alternativo. La prima udienza è in programma il 14 gennaio davanti al giudice Sabrina Bazzano.

L'inchiesta, secondo quanto viene ipotizzato, avrebbe accertato la realizzazione di opere abusive, sia all'interno che all'esterno, legate al restauro del Castello Colonna, vecchio complesso monumentale di Joppolo Giancaxio risalente ai primi del Settecento, che la famiglia dell'ex sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha acquistato una decina di anni fa per restaurarlo e destinarlo a banchetti nuziali.

Il castello è definitivamente sotto sequestro da circa un anno dopo il pronunciamento della Cassazione. La trasformazione della struttura, secondo quanto viene ipotizzato, sarebbe avvenuta in violazione di norme edilizie e urbanistiche. 

Fra le principali violazioni viene indicata la realizzazione di un ampio parcheggio costruito dopo "significativi sbancamenti, terrazzamenti, camminamenti e scalinate con alterazione della configurazione estetica e morfologica del paesaggio originario". 

E' proprio questa la principale accusa mossa dal pm che contesta - attraverso la realizzazione di diversi manufatti, costruzioni e strutture - "la radicale e integrale trasformazione dell'immobile e la modifica della destinazione d'uso". Contestata anche la violazione del vincolo paesaggistico e il reato di "distruzione e deturpamento di bellezze naturali". 

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