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Tribunale

"Abusi edilizi nel castello settecentesco": associazione parte civile contro l'ex sindaco

Calogero Firetto e il fratello Massimo sono accusati di avere realizzato alcune modifiche non autorizzate: l'ente costituito in memoria di Giosuè Arnone chiede di entrare nel processo

La nuova associazione ambientalista "Giosuè Arnone", Lega siciliana per la tutela dell'ambiente, chiede di costituirsi parte civile al processo sui presunti abusi edilizi al Castello Ducale di Joppolo Giancaxio.

L'ente ha formalizzato l'intenzione di entrare nel processo alla prima udienza, davanti al giudice Sabrina Bazzano, a carico dell'ex sindaco di Agrigento e Porto Empedocle, e attuale consigliere comunale di Agrigento, Calogero Firetto e del fratello Mirko. La richiesta, affidata all'avvocato Daniela Principato, sarà valutata alla successiva udienza fissata per il 24 febbraio. 

Secondo quanto ipotizza il pubblico ministero Chiara Bisso, che ha disposto la citazione diretta a giudizio, una vecchia residenza settecentesca sarebbe stata trasformata in un castello, per nozze vip e non solo vip, con abusi edilizi e permessi illegittimi. I due imputati sono ritenuti i proprietari dell'immobile di Joppolo Giancaxio e i commitenti delle opere realizzate a partire dal 2011.

I difensori - gli avvocati Angelo Farruggia, Gaetano Caponnetto, Vincenzo Caponnetto e Antonino Reina - potranno, in alternativa al dibattimento, scegliere un giudizio alternativo. L'inchiesta, secondo quanto viene ipotizzato, avrebbe accertato la realizzazione di opere abusive, sia all'interno che all'esterno, legate al restauro del Castello Colonna, vecchio complesso monumentale di Joppolo Giancaxio risalente ai primi del Settecento, che la famiglia Firetto ha acquistato una decina di anni fa per restaurarlo e destinarlo a banchetti nuziali.

Il castello è definitivamente sotto sequestro da oltre un anno dopo il pronunciamento della Cassazione. La trasformazione della struttura, secondo quanto viene ipotizzato, sarebbe avvenuta in violazione di norme edilizie e urbanistiche. Fra le principali violazioni viene indicata la realizzazione di un ampio parcheggio costruito dopo "significativi sbancamenti, terrazzamenti, camminamenti e scalinate con alterazione della configurazione estetica e morfologica del paesaggio originario". 

Accuse che i due imputati e i loro legali hanno sempre respinto sostenendo che tutte le opere sono state regolarmente autorizzate ed eseguite in conformità con le normative. 

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