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Dopo mille polemiche / Centro città / Via Europa

Costruzione della scuola materna e alberi abbattuti, carabinieri alla villa del Sole

L'ispezione è stata realizzata dai militari dell'Arma del centro Anticrimine Natura del comando provinciale

I carabinieri del centro Anticrimine Natura del comando provinciale di Agrigento, ieri mattina, hanno fatto un accesso ispettivo alla villa del Sole dove, da mesi, è aperto il cantiere per costruire la scuola materna e dove sono stati abbattuti gli alberi. Sono state acquisiti documenti e autorizzazioni che dovranno adesso essere studiati. I militari dell'Arma hanno, durante il sopralluogo, cristallizzato lo stato dei fatti in numerose fotografie e si sono soffermati ad ascoltare, rivolgendo delle domande, con i responsabili del cantiere e con alcuni dei lavoratori presenti. 

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La riqualificazione di villa del Sole è iniziata a fine dello scorso novembre con la consegna dei lavori per la costruzione della scuola materna e del polo dell'infanzia finanziato dal Miur con i fondi del Pnrr. All'interno del terzo polmone verde del centro cittadino il sindaco Franco Miccichè posò allora la prima pietra dell'opera che avrà un costo complessivo di poco superiore ai 2 milioni e mezzo.

Il completamento delle opere è previsto per il 21 febbraio del 2025. Nel parco urbano, che è stato abbandonato da decenni, verranno collocati dei moduli prefabbricati che potranno accogliere 64 bambini. Le linee geometriche e i colori scelti dai progettisti renderanno l'asilo pubblico una moderna struttura che mancava nella futura città Capitale della cultura. Nei mesi successivi la villa del Sole è stata sistematicamente al centro di mille polemiche per gli alberi abbattuti. 

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"Auspichiamo che presto l’indagine stabilisca se sono stati commessi reati. Rimane la consapevolezza e il grande rammarico per un progetto inutile e dannoso, che ha previsto lo sterminio dell’intero patrimonio arboreo della villa, per far posto a una immensa colata di cemento di cui la
collettività agrigentina non sentiva la necessità e che poteva essere bloccato prima. Sin dal novembre 2023 abbiamo individuato la mancanza di autorizzazione paesaggistica al momento della gara d’appalto, alla consegna e al concreto avvio del cantiere, provocando la sospensione dei lavori, con la Soprintendenza che, nei mesi successivi, ha 'messo una pezza', tramite un articolato provvedimento autorizzativo, contenente diverse prescrizioni che sostanzialmente prevedevano una totale rielaborazione progettuale, compreso persino lo spostamento dell’intero edificio, che creerebbe impatto ambientale e visivo dal soprastante viale della Vittoria".

Ad intervenire con una nota è il responsabile trasparenza enti locali Giuseppe Di Rosa. 

"Ci auguriamo che la Procura della Repubblica di Agrigento, sotto il profilo penale, riporti l’amministrazione comunale al rispetto delle regole del tutto disattese, perseguendo eventuali reati dei singoli - dice ancora -, ma purtroppo nella piena consapevolezza che nessuno potrà restituire agli agrigentini quanto hanno perso sul piano ambientale. Il danno già subito al patrimonio pubblico degli agrigentini è incalcolabile, e il Codacons sarà sempre accanto a tutti i cittadini e alle associazioni che si battono, quotidianamente, per il rispetto delle regole, per la
cura dell’ambiente, per il riconoscimento dei propri sacrosanti diritti, troppo spesso violati con arroganza e ignoranza senza pari".

(aggiornato alle 13.56)

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