Ispettori della polizia municipale, Corte d'appello rigetta ricorso del Comune

Hanno diritto all'inquadramento nella categoria "D" e ad incassare le differenze retributive con retrodatazione degli effetti giuridici ed economici dal 2009

Hanno diritto all'inquadramento nella categoria "D" e ad incassare le differenze retributive tra la categoria di originario inquadramento e quella riconosciuta in sede giudiziale, con retrodatazione degli effetti giuridici ed economici dal 2009. La Corte d'appello di Palermo ha rigettato l'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva dell'impugnata sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Agrigento, Istanza che è stata dichiarata inammissibile per inesistenza "del gravissimo danno". Il Comune di Agrigento è stato, dunque, condannato al pagamento di una pena pecuniaria.

Il giudice del lavoro del tribunale di Agrigento, in accoglimento del ricorso proposto, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, da dieci ispettori capo della polizia municipale del Comune di Agrigento, aveva riconosciuto il loro diritto all'inquadramento nella categoria "D", condannando il Comune alla corresponsione, in favore dei ricorrenti, delle differenze retributive a partire dal 2009. Contro questa sentenza, il Comune ha proposto appello con contestuale istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento giudiziale, paventando l'esistenza di gravi danni sia sotto il profilo organizzativo, sia sotto quello economico.

I 10 ispettori capo si sono costituiti in giudizio, sempre con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia. La Corte d'appello di Palermo, condividendo le argomentazioni degli avvocati Rubino e La Loggia, ha rigettato l'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva dell'impugnata sentenza. La sentenza del tribunale di Agrigento, in favore degli ispettori della polizia municipale, continuerà a dispiegare piena efficacia esecutiva.

 
 

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