Immigrati, furti e spaccio: dopo la "guerra" il "pilastro" della Polfer va in pensione

Numerosi i riconoscimenti che gli sono stati assegnati: tre medaglie d'oro al servizio, lodi e attestati rilasciati dal ministero dell'Interno per il contrasto alle razzie di cavi di rame e materiale ferroso lungo le ferrovie

Lascia, fisicamente ma non con il cuore, la polizia di Stato. L'ispettore superiore Angelo Messina, responsabile del posto Polfer di Agrigento, da ieri, è ufficialmente in pensione. Stamani, tutti i suoi colleghi lo hanno, calorosamente, salutato.

Angelo Messina è entrato in polizia nel 1982 ed ha prestato servizio prima ad Agrigento: al Tai, ossia al Trattamento automatizzato informazioni. Ha ricoperto diversi incarichi in Questura, anche sul fronte dell'immigrazione clandestina. Nel 2014 è stato assegnato al comando di polizia ferroviaria dove è stato sempre impegnato per garantire un sereno afflusso di viaggiatori e turisti. Soprattutto nel periodo in cui Agrigento è stata luogo di approdo e di partenza dei migranti. Numerosi i riconoscimenti che gli sono stati assegnati: tre medaglie d'oro al servizio, lodi e attestati rilasciati dal ministero dell'Interno per il contrasto ai furti di cavi di rame e materiale ferroso lungo le ferrovie dell'Agrigentino. 

Rilevante è, poi, stato il contributo dell'ispettore Messina alla fondazione Fs Italiane per l'assistenza nei viaggi, a bordo di treni storici. Nei 4 anni trascorsi al comando della polizia Ferroviaria di Agrigento significativi sono stati i risultati raggiunti: 2.730 pattuglie impiegate in stazione, 825 quelle a bordo dei treni, 393 sulle linee ferroviarie. Sono stati scortati 1.560 treni e identificate 12.410 persone di cui 2.793 stranieri. Intensa l'attività di controllo per la prevenzione e repressione dello spaccio di stupefacenti che è stata effettuata, con l'ausilio delle unità cinofile della Guardia di finanza, sui treni in arrivo e in partenza dalla stazione centrale di Agrigento. 

L'ispettore, stamani, ha ricordato l'importanza esperienza umana e professionale maturata, l'impegno e la passione profusi nel lavoro e anche le sincere amicizie costruite. Da oggi, l'ispettore superiore Angelo Messina cambia vita. Ma si ritiene fortemente soddisfatto per essere stato al servizio della collettività e della legalità e per tutto quello che ha ricevuto in cambio dalla grande "famiglia" della polizia di Stato. 

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