Cronaca

Covid-19, famiglia in autoisolamento: "Non è facile, ma va fatto per senso di responsabilità"

A raccontare sui social la situazione vissuta da una coppia agrigentina è la figlia: "Bisogna superare l'egoismo di ognuno"

Come si vive in autoisolamento, e come vivono in questo momento quelle famiglie che sono costrette a vivere divise in attesa che gli accertamenti medici scongiurino la tanto temuta diagnosi di "Covid-19"? In pochi, probabimente, se lo sono chiesti, in un momento storico in cui ciò che più importa a tutti è che chi è a rischio sia messo in condizione di non nuocere. 

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Un racconto diretto, senza veli, lo fa un'agrigentina sui social, la quale dalle pagine del proprio profilo Facebook spiega che i suoi genitori sono partiti per Bergamo nel periodo natalizio per lavoro. "Quand'è iniziato a diffondersi in Lombardia il coronavirus - spiega - si sono chiusi in casa. Un bilocale pagato il doppio del suo valore (e della bella casa in cui vivo io), perso tra le montagne, con i riscaldamenti accesi tutto il giorno e tutta la notte. Per due settimane, la bottega di fronte casa ha portato loro il cibo e i beni di prima necessità.
Li ho pregati di tornare in Sicilia - dice ancora la giovane -, ma  non volevano. Mio padre non voleva lasciare il suo lavoro e mia madre era preoccupata di poter veicolare il virus, pur non presentando alcun sintomo".

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Una situazione già difficile, che li ha poi portati a scegliere di tornare in Sicilia, non prima però di aver avvisato tutti gli organi di competenza, con grande senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle attuali direttive in materia.

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Adesso si trovano in autoisolamento da otto giorni presso la propria abitazione in un comune dell'Agrigentino, così come altre decine di persone in provincia. "Sono a soli dieci chilometri da me, e non possono vedere me e neppure mio figlio - racconta ancora -, la nostra vicina fa la spesa anche per loro e le mie cugine si sono occupate di sbrigare alcune commissioni improrogabili. Credete che sia facile? No. Ma lo si fa, lo si deve fare perché il senso di appartenenza a una comunità, oggi, deve superare l'egoismo di ognuno. Capisco che la voglia di ripercorrere le proprie strade, abbracciare amici e familiari è forte ma, come avete resistito per qualche mese, potete continuare per un paio di settimane".

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