Sviluppo di Girgenti, il Comune punta sull'ipogeo dell'acqua amara

La giunta municipale ha deliberato di aderire al bando storico-artistico culturale "Il bene torna 'comune'". A disposizione ci sono complessivi 4 milioni di euro

L'ipogeo di Bonamorone

Soldi per realizzare programmi e obiettivi - ossia sogni e desideri - non ce ne sono. Il Comune, anzi, con le manovre correttive, tenta di evitare il dissesto finanziario. Però non si lascia scappare l'occasione di provare a percorrere la strada dei finanziamenti. Sembrerebbe essere proprio in quest'ottica che la giunta municipale ha deliberato di aderire al bando storico-artistico culturale "Il bene torna 'comune'". Un bando attraverso il quale la "Fondazione con il Sud" ha invitato a presentare proposte di progetti esemplari. A disposizione ci sono complessivi 4 milioni di euro.

E il Comune di Agrigento ha deciso di aderire e candidare "l'ipogeo dell'acqua amara". Di fatto, Agrigento cerca di "giocare" la "carta" di Girgenti. L'ipogeo dell'acqua amara - così chiamato per il gusto dell'acqua - si trova sul retro del teatro Pirandello e si dirama fino alla pendici della cattedrale di San Gerlando e di Santa Maria dei Greci. E' una galleria di 170 metri, con un'altezza che varia da 80 centimetri fino ad arrivare fino ai due metri.

Il bando al quale accederà il Comune funziona in questo modo: intanto si invia una manifestazione di interesse e ci si impegna a selezionare un ente del terzo settore a cui si concederà l'utilizzo del bene per almeno 10 anni. Nel candidare il bene, il proprietario dovrà indicare il canone annuale che l’organizzazione eventualmente assegnataria dovrà corrispondere.

La fondazione valuterà tenendo conto oltre che dell’effettiva rilevanza storica, artistica e culturale, anche delle condizioni generali, delle potenzialità di utilizzo, della posizione del bene e del contesto in cui è inserito, nonché l’accessibilità e fruibilità e l’entità dell’eventuale canone richiesto. Nella seconda fase, gli enti del terzo settore potranno presentare progetti di valorizzazione relativi ai beni selezionati, in un’ottica di uso comune e di restituzione alla collettività.

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