Messa in sicurezza degli ipogei, via a tavolo interdipartimentale al Genio civile

Si tratta di un lavoro avviato nel lontano 2010 e poi interrotto: si punta anche al recupero a fini turistici degli antichi cunicoli

Riattivato il "tavolo interdipartimentale per lo studio degli ipogei". Dopo alcune settimane di lavoro, con la spinta propulsiva del dirigente capo del Genio Civile Rino La Mendola, la struttura finalizzata alla ricognizione del sistema ipogeico che attraversa il sottosuolo della città dei templi è nuovamente aperativa. Il tavolo, in virtù di apposito provvedimento del Dipartimento Regionale Tecnico, sarà coordinato da La Mendola e si comporrà dei rappresentanti del commissario del governo per l’emergenza idrogeologica, del Comune di Agrigento, del corpo regionale delle miniere, della Curia arcivescovile di Agrigento, dei dipartimenti regionali della Protezione civile e dell’Ambiente, del Libero consorzio dei comuni della Provincia, del Parco della Valle dei Templi e della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Agrigento.

“Entro la prima decade di maggio, insedieremo il tavolo presso l’ufficio del Genio civile - afferma La Mendola - riprendendo il lavoro già avviato nel 2010 e poi successivamente interrotto. In occasione dell’insediamento, registreremo le attività già avviate dal Comune e dallo stesso Genio civile, valuteremo i percorsi per il reperimento delle risorse necessarie e concorderemo, con i componenti del tavolo, un cronoprogramma per georeferenziare tutti gli imbocchi degli ipogei, avviare il rilievo del sottosuolo della città dei templi ed individuare le zone che manifestano segni di dissesto e che sono pertanto da consolidare. Dopo la conclusione di dette attività, verranno redatti i progetti ed individuate le risorse necessarie per eseguire i lavori. L’obiettivo finale - continua il capo del Genio Civile - è dunque quello di mettere in sicurezza le costruzioni che sorgono sulle cavità del sottosuolo Agrigentino e di riaprire, almeno per alcuni tratti, gli stessi ipogei ai turisti, trasformando così un problema in una nuova risorsa che, unitamente ai tanti lavori che si realizzeranno presto per riqualificare gli spazi pubblici della città antica, potrebbero attrarre i tanti turisti di transito che oggi visitano la valle e ripartono, che verrebbero così trasformati in turisti stanziali, portatori di interessi economici diffusi, fondamentali per l’economia agrigentina”.

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